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Bonanni: una santa alleanza tra partiti sul tema del lavoro

Il leader della Cisl «I debiti delle amministrazioni saliranno ancora Va reso obbligatorio il ricorso alla Consip per ridurre i costi»

Bonanni: una santa alleanza tra partiti sul tema del lavoro

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«Un milione di licenziamenti? Non mi stupisco. È la conseguenza di cinque anni di crisi ininterrotta e crescente. Un governo di larghe intese dovrebbe avere come piattaforma proprio l’emergenza del lavoro. Non solo. Dovrebbe anche occuparsi dei costi delle forniture della pubblica amministrazione. E su questo la Cisl ha da tempo lanciato una proposta che però nessuno ha raccolto». È dura l’analisi del segretario generale dela Cisl Raffaele Bonanni.

Un milione di licenziamenti sono davvero tanti. Di chi le responsabilità?

«Ci sono fattori endogeni come l’aumento esorbitante delle tasse che ha bruciato i consumi, bloccando la produzione delle merci. Altra causa riguarda l’arretratezza dei fattori di sviluppo come le infrastrutture, la giustizia, il funzionamento della pubblica amministrazione che rende poco probabile la remunerazione dei capitali investiti e quindi alontana gli investitori esteri. E a situazione politica di stallo non aiuta».

Quale soluzione per superare l’impasse?

«Il governo va fatto subito in modo tale ce ci sia una sacra alleaza contro un’economia alla deriva. Bisogna affrontare questi temi, altro che balletti e giochetti di partito. Il Paese sta andando alla deriva e la politica non riesce a uscire dai riti della seconda Repubblica».

Quali sono le priorità che dovrebbe affrontare il nuovo governo?

«Nell’immediato si devono fare due cose. Punto primo: ci sono 800 mila persone che attendono il rinnovo della cassa integrazione iin deroga. Se i finanziamenti dovessero cessare, coloro che sono in cig andrebbero a ingrossare le fila dei disoccupati. Punto secondo: gran parte dei licenziamenti interessa i rapporti non standard e atipici.

La soluzione per questo settore è di agire sulla leva fiscale. Attraverso grandi facilitazioni fiscali questi contratti potrebbero essere consolidati. D’altrone l’Erario se ne gioverebbe. I licenziati non pagano le tasse. La leva fiscale va usata quindi potentemente per bloccare l’emorragia di occupati, migliorare la qualità dei posti di lavoro e dare un segnale positivo. Questo è ciò che dovrebbe fare il nuovo governo. I partiti dovrebbero dimostrare discontinuità rispetto ai vecchi riti della politica e muoversi di concerto verso verso questa soluzione. Questo significa che un’eventuale intesa tra Pd e Pdl dovrebbe poggiare su questa priorità: il problema occupazionale».

Un rapporto dell'Anagrafe della popolazione Italiana Residente all'Estero (Aire), evidenzia che è in atto una vera e propria fuga di giovani talenti dal’Italia verso Paesi più promettenti dal punto di vista lavorativo.

«È perchè i giovani dovrebbero restare in Italia? Cosa fa la politica per dare loro una prospettiva professionale? È la reazione di chi vede affondare la nave e scappa per salvarsi dal naufragio».

Il decreto sui pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese è un aiuto per il mercato del lavoro?

«È da anni che i vari governi accumulano debiti. Qualsiasi cosa si fa di più rispetto al passato, è positivo. Noto piuttosto un fatto: chi ha avuto molto da ridire e da criticare rispetto a questo provvedimento, tace su un punto che a mio avviso è basilare».

Quale?

«Tutte le amministrazioni che dovranno pagare i debiti contratti con le aziende, rischiano di avere gli stessi comportamenti del passato per quanto riguarda l’acquisto di merci e servizi. E quindi di tornare a indebitarsi. Questo perchè non fanno ricorso alla Consip. Ovvero non usano lo strumento pubblico che comprando grandi dimensioni di merci e servizi può standardizzare i costi verso il basso. Infatti c’è da chiedersi come mai i costi per i servizi divergono così tanto tra le diverse amministrazioni. Nonostante questa sia la realtà, più del 90% delle amministrazioni non fa ricorso alla Consip».

Come mai le amministrazioni snobbano la Consip?

«La risposta è semplice e evidente. Perchè le amministrazioni preferiscono tenersi le mani libere per l’acquisto di merci e servizi. Ed è qui che si annida la corruzione e il clientelismo che poi generano indebitamento e come conseguenza, più tasse. Nessuno dei critici della domenica ha mai avuto nulla da dire su questo punto che noi andiamo evidenziando da tempo. Gran parte dei fondi va in fumo per clientelismi, ruberie e tangenti che imbrattano la gestione della pubblica amministrazione».

La soluzione?

«Rendere obbligatorio il ricorso alla Consip altrimenti le amministrazioni continueranno ad essere un volano clientelare».

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