Cravatta rossa, praticamente identica, per Ignazio Marino e Paolo Gentiloni, blu scuro invece per David Sassoli. Preferisce rinunciarci del tutto Mattia Di Tommaso, il più giovane, e look sobrio per Patrizia Prestipino, in jeans e giacca e Maria Gemma Azuni, in tailler nero. Toni decisamente soft, non solo nell’abbigliamento, nell’ultimo confronto televisivo tra i sei candidati alle primarie del centrosinistra per il candidato a sindaco di Roma. Gli studi di Sky Tg24, e la consapevolezza dell’importanza mediatica a poche ore dal voto hanno finalmente "costretto" i sei contendenti al confronto sui problemi della città. Abbandonare lo scontro quasi "personale" che ha caratterizzato questa prima parte della campagna elettorale per le elezioni capitoline del 26 e 27 maggio ha certamente portato un po’ di noia in un dibattito rinvigorito praticamente solo da alcune piccole gaffe dell’organizzazione, come dare dieci anni in più alla Azuni, per poi "oscurarla" qualche secondo mentre parlava o chiamare Matteo Mattia Di Tommaso. Andati a vuoto anche i timidi «graffi» della Prestipino nei confronti di Marino, quando alle domande incrociate chiede al senatore se sarebbe stato comunque lì se le avessero offerto il ministero della Sanità. Una domanda alla quale Marino svia con destrezza «non mi sembra ci sia questa possibilità», salvo poi ribadire il suo amore e il suo impegno per la città. Si toglie invece il "sassolino" dalla scarpa la Azuni che chiede a Sassoli perché ha detto che lei avrebbe copiato il suo programma sull’urbanistica, «l’ho proposto qualche anno fa», chiarisce la candidata. «Si vede che la pensiamo uguale», replica col sorriso Sassoli. Le ricette per trasporti, mobilità, bilancio e multe, urbanistica, rifiuti, cultura, turismo dei sei candidati sono, a conti fatti, simili. Così come il fatto che per quanto riguarda la mobilità criticano tutti l’utilizzo delle auto ma poi l’unico che utilizza i mezzi pubblici è Di Tommaso. Accordo sostanziale anche per quanto riguarda l’eliminazione dell’aliquota Imu per la parte che compete al Comune anche se con alcune, minime differenze, su tempi e modi. No unanime anche a un possibile condono delle multe. Pochi i passaggi più squisitamente politici, nonostante la prima domanda rivolta ai sei candidati è stata quella sulla situazione nazionale, anche in questo caso tutti e sei sono per il ritorno alle urne, possibilmente cambiando prima la legge elettorale. Si riaccendono un pochino i toni sulla sicurezza, quando Sassoli parla di istituire una commissione antimafia, Gentiloni replica che il problema della criminalità organizzata non lo può risolvere il sindaco, così come replica alla proposta di Marino di istituire un reddito minimo garantito: «Ma come fa il sindaco a fare una cosa simile?». Dall’altra parte del televisore lo staff del sindaco Alemanno, che osserva, studia e chiede una precisazione sui dati della sicurezza. «Evidentemente il portavoce del sindaco ci sta guardando», spiega il conduttore. All’appello finale è invece Sassoli, l’ultimo a parlare, a fare il gentelman, anzi «il generoso» come si autodefinisce: «Occorre voltare pagina, siamo sei persone appassionate, quello di domani è un voto utile». Uno di loro da lunedì sarà lo sfidante ufficiale del centrosinistra per la guida del Campidoglio.
Programmi fotocopia per gli sfidanti Pd
Non entusiasma il confronto tv su SkyTg24 tra i sei candidati a sindaco Toni soft, niente scontri corpo a corpo. E a conti fatti stesse proposte
