Politica

Tra Prodi e Strada spunta persino la Boccassini

Gli iscritti al M5S voteranno on line il nome più gradito per il Quirinale. E quando c’è di mezzo il televoto (o affini), si sa, succede di tutto. Che Valerio Scanu vinca il festival di Sanremo o...

Gli iscritti al M5S voteranno on line il nome più gradito per il Quirinale. E quando c’è di mezzo il televoto (o affini), si sa, succede di tutto. Che Valerio Scanu vinca il festival di Sanremo o che Piero Angela possa ambire al Colle. Sì, perché il nome del divulgatore scientifico compare tra quelli che i commentatori del blog, in attesa dell’apertura ufficiale della votazione, stanno suggerendo di volta in volta a Beppe Grillo. C’è da sbizzarrirsi. Oltre a Grillo, ovviamente, c’è un discreto campionario di star della tv o dei salotti radical chic. Da Milena Gabanelli a Roberto Benigni, da Stefano Rodotà a Umberto Eco per arrivare a Giancarlo Caselli. Assurdo? Dopo aver visto Dario Fo discettare di economia e Bersani discutere degli assetti politici con Celentano, vietato stupirsi. In realtà, dopo l’apertura del leader Pd al Pdl, al Colle potrebbe andare un candidato meno estroso. Difficilmente il centrodestra incasserà il sì a Gianni Letta o Marcello Pera. Più probabile un progressista senza troppe preclusioni antiberlusconiane. I nomi sono noti: Franco Marini, Massimo D’Alema, Giuliano Amato. Ma se la partita per il governo non facesse registrare distensioni tra i due poli, allora il centrosinistra potrebbe tentare il colpo di mano. Con quasi 500 «grandi elettori» a disposizione, al Pd basterebbe conquistare una decina di voti tra grillini e montiani per imporre un nome sgradito al Cav. La suggestione è sempre Romano Prodi, anche se i grillini preferirebbero convergere sul costituzionalista Gustavo Zagrebelsky o sul fondatore di Emergency Gino Strada. Nelle ultime ore è persino trapelato il nome della pm milanese Ilda Boccassini, ma rappresenterebbe una vera e propria dichiarazione di guerra al centrodestra. Resta l’ipotesi Emma Bonino mentre sono in calo le quotazioni di un bis di Napolitano dopo le contestate commissioni dei saggi. Sempre con la consapevolezza che, come per il Conclave, spesso chi entra Papa esce cardinale. E l’elezione di un presidente troppo di parte assesterebbe un nuovo colpo mortale alla stabilità del Paese. «Se due delle tre minoranze in Parlamento si accordassero per Colle e governo, la terza si porrebbe all’opposizione e vincerebbe le prossime elezioni» ha spiegato il costituzionalista ed ex senatore Pd Stefano Ceccanti. «A quel punto - la conclusione - questa terza minaranza potrebbe dire che il capo dello Stato è illegittimo. Temo questo scenario apocalittico».

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