Il De profundis per le speranze di Pier Luigi Bersani arriva alla fine della brevissima conferenza stampa che Angelino Alfano tiene dopo l’incontro con il leader del Pd: «Le posizioni restano molto distanti e se resteranno distanti nelle prossime 48 ore noi ribadiremo che l'unica strada è quella del voto». Dunque nessun passo avanti. La richiesta del centrodestra, che ieri il segretario del Popolo della Libertà ha messo ufficialmente sul tavolo, è di avere la possibilità di scegliere il successore di Giorgio Napolitano. Un moderato, non necessariamente di centrodestra ma che non sia vicino al centrosinistra. Ma Bersani, ancora una volta, ha risposto di no. Il secondo, in due giorni, dopo il rifiuto di considerare la proposta di Berlusconi di Alfano vicepremier. Ma a pesare è soprattutto la mancanza di un accordo sull’elezione del prossimo Capo dello Stato. Senza quello la strada verso l’intesa sul governo è sbarrata. E il voto molto più vicino. Il segretario del Pdl lo ha fatto capire rigettando sul leader dei Democratici la responsabilità di non arrivare a una soluzione. Mettendo subito in chiaro qual è il vero nodo: «Una collaborazione non può non tenere conto che il turno elettorale coincide con l'elezione del presidente della Repubblica». «Noi non abbiamo posto preclusioni su nessuno – ha proseguito – ma considereremmo incomprensibile un atteggiamento di chiusura da parte di chi ha vinto solo con uno scarto dello 0,3% di voti. E e se così fosse mancherebbe in assoluto e in ogni forma il nostro sostegno alla nascita del governo Bersani. «Berlusconi – ha concluso – è per un governo solido e forte che affronti la crisi del Paese. Questa è la via di uscita del dramma che stanno vivendo milioni di famiglie. E la via europea è la corresponsabilità di governo». Ma per Bersani resta anche un miraggio la possibilità di «sganciare» la Lega o il Gal – il nuovo gruppo che si è formato in Senato con ex Pdl ed ex del Carroccio – dal Popolo della Libertà. Le due formazioni ieri si sono presentate insieme ad Alfano all’incontro con il Pd e hanno ribadito che qualsiasi decisione sarà presa insieme. «La disponibilità espressa da Alfano è la stessa della Lega – ha spiegato Roberto Maroni – Come abbiamo fatto dal presidente della Repubblica e come abbiamo fatto oggi, agiremo come coalizione nel gestire e nell'affrontare dal nostro punto di vista questa crisi». Ma il segretario della Lega ha anche lanciato un avvertimento a tutta la politica: «Auspichiamo un governo a guida politica e di legislatura. Solo un governo di questo tipo può affrontare e risolvere i problemi e la crisi economica. Lo dico anche da presidente della Lombardia: chi governa una Regione ha bisogno di un valido interlocutore. Un governo tecnico non lo è, uno dimezzato come quello attuale lo è meno ancora». Berlusconi, però, potrebbe essere sempre più tentato a non dare il sostegno ad alcun tipo di governo e filare dritto al voto. Perché tutti i sondaggi dicono che, in questo momento, il risultato delle urne sarebbe completamente ribaltato rispetto a un mese fa: il centrodestra vincerebbe sia alla Camera sia al Senato. Dopo le previsioni di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri ieri anche quello Tecné di SkyTg24 ha confermato il sorpasso e la crescita del Pdl. E se Movimento 5 Stelle e Partito democratico crescono, sia pur in misura minore, continuano a crollare i partitini: Sel, ma anche Lega e Scelta civica. Alla Camera il centrodestra sarebbe oggi al 31,3% (+2,1%), due punti esatti davanti al centrosinistra (29,3%, -0,2), mentre il Movimento 5 Stelle salirebbe a 26,2 (+0,6%). Quello di Grillo sarebbe il primo partito, davanti al Pd (26%, +0,6) e al Pdl, che balza però al 24,7% (+3,1). Perde, invece, Scelta civica di Monti, che scende al 7,1% (-1,2). L’Udc e Fli sprofondano ancora e perdono entrambi lo 0,2%: Casini ora è al 2%, mentre Fini è addirittura allo 0,3. Centrodestra in vantaggio anche alla Camera, prima coalizione con il 32,2% (+1,5) grazie all'exploit del Pdl (25,3%, + 3) mentre la Lega cala al 3,9% (-0,4). Il centrosinistra invece cala dello 0,2, arrivando al 31,4% nonostante la crescita del Pd (28,1%, +0,7). Sale, sempre dello 0,7, anche l'M5S, ora a 24,5% (+0,7).
Alfano: «Distanti dal Pd» E nei sondaggi il Cav è primo
Scenario Anche Tecné conferma il sorpasso del centrodestra sia alla Camera sia in Parlamento. Si rafforza l’idea di elezioni subito
