«Il visibile impoverimento ideale e culturale della politica ha rappresentato il terreno di coltura del suo inquinamento morale. E non è questa la sede in cui interrogarmi sul futuro, su una possibile, graduale ma netta, inversione di tendenza. Posso tutt'al più ribadire programmaticamente la mia fiducia nella conclusione che Thomas Mann suggeriva ai tedeschi nel pieno della catastrofe provocata dalla degenerazione estrema della politica, quella del barbarico totalitarismo e bellicismo nazista: «La politica non potrà mai spogliarsi del tutto della sua componente ideale e culturale, mai rinnegare completamente la parte etica e umanamente rispettabile della sua natura». Lo scrive il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un contributo pubblicato ieri da «L'Osservatore Romano». Oltre un discorso che il cardinale Carlo Maria Martini tenne all'Ambrosianeum nel 1995, la miscellanea comprende lettere indirizzate al festeggiato da artisti amici (Pupi Avati, Riccardo Muti, Ermanno Olmi, Arnaldo Pomodoro) e scritti, tra gli altri, di Enzo Bianchi (sulla frase di Ignazio di Antiochia «Mi rifugio nell'evangelo come nella carne di Gesù Cristo»), Ivano Dionigi, Piero Benvenuti, Massimo Cacciari, Bruno Forte, Luc Ferry (Pour une e'thique de la fin de la vie), Julia Kristeva, Claudio Magris, Jean-Luc Marion (Du fondement de la distinction entre the'ologie et philosophie), Cesare Pasini, Antonio Spadaro e del nostro direttore. Chiude e rende preziosa la Festschrift una bibliografia degli scritti (1972-2012) di Ravasi curata da Maria Bruna Romito. Ai titoli raccolti in oltre sessanta pagine bisogna ora aggiungere il dialogo svoltosi ad Assisi lo scorso 5 ottobre tra il presidente Napolitano e il porporato con Ferruccio de Bortoli, appena pubblicato dal Corriere della Sera in un bel volumetto appena uscito e intitolato Il Dio ignoto. Nel suo intervento sull’Osservatore Romano, il Capo dello Stato scrive anche: «Certo, è stato impossibile, se non per piccole cerchie di nostalgici sul piano teoretico e di accaniti estremisti sul piano politico, sfuggire alla certificazione storica del fallimento dei sistemi economici e sociali d'impronta comunista».
Napolitano: «Impossibile sfuggire al fallimento del comunismo»
