"Appena sarà approvata la legge di stabilità mi dimetterò e, siccome non ci sono altre maggioranza possibili, vedo solo le elezioni all'inizio di febbraio, elezioni a cui non mi candiderò più". Silvio Berlusconi detta l'agenda della crisi di governo e spiega così i passaggi che vede davanti, dopo le dimissioni ribadite anche oggi subito dopo l'approvazione, nei due rami del Parlamento, della legge di Stabilità. Intervistato da Belpietro per Mattino5 Berlusconi ripete che "non esiste alternativa alla maggioranza attuale e che non è assolutamente pensabile che in una democrazia possano andare al governo le forze che hanno perso le elezioni, sarebbe il contrario della democrazia". "La legge di stabilità in tempi brevi" assicura il Cav. "Entro la prossima settimana - prosegue - l'approvazione al Senato e qualle successiva alla Camera; lì dipende dal calendario che deciderà Fini, ma comunque entro la fine del mese l'iter sarà stato completato e io mi sarò dimesso. E' importante fare veloci: prima facciamo e prima usciamo da questa giostra infernale, da questa situazione incredibile, con i mercati che spingono e premono". Il premier: ho anteposto l'interesse del Paese a quello mio personale, del mio governo e della mia parte politica. Berlusconi parla anche ai microfoni del Giornale radio Rai e ribadisce: "Ho dato garanzia, ho dato assicurazione - sottolinea ancora il premier - della mia decisione di dare le dimissioni dopo l'approvazione della legge di stabilità". Per il Cav "non è possibile ricostituire il centrodestra". "A noi piacerebbe - dice Berlusconi -recuperare un rapporto con l'Udc, anche in vista di eventuali elezioni anticipate, ma abbiamo chiesto più volte al Terzo Polo, a Casini, ai centristi di ricostituire il centrodestra e la risposta è sempre stata negativa. Oggi appare chiaro che ci siano degli accordi di Casini con la sinistra e quindi non credo che ci sia questa possibilità". "Dopo di me vedo le urne" ammette Berlusconi. Nell'intervista al Gr1 spiega di ritenere ineludibile il voto anticipato. Poi il presidente del Consiglio osserva che "la facoltà di decidere comporta al presidente della Repubblica che darà inizio alle consultazioni e - sottolinea il Cavaliere - vedremo il finale...". "Non c'è bisogno di porre la fiducia sulle misure anti-crisi" ha spiegato Berlusconi ribadendo di aver lanciato un appello all'opposizione affinché il maxiemendamento sia attuato al più presto. "Io mi sono rivolto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in modo che, insieme ai presidenti di Camera e Senato richieda l'accelerazione dei lavori" in modo da arrivare all'ok al pacchetto in tempi brevi".
Berlusconi: ddl stabilità e poi lascio il governo

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