L'aula del Senato ha votato la fiducia al governo sulla manovra economica. I "sì" sono stati 165, 141 e voti contrari. Tre gli astenuti. Ora il testo passaall'esame della Camera per la seconda lettura dove il disco verde è atteso entro il fine settimana. L'entità del decreto dopo il passaggio a palazzo Madama sale a 54,2 miliardi nel 2013, anno in cui si dovrà raggiungere il pareggio di bilancio. Le novità valgono 4,3 miliardi per l'anno prossimo, gettito che arriverà quasi interamente dall'aumento di un punto dell'Iva. Tra le altre misure introdotte nel primo passaggio parlamentare anche il contributo di solidarietà del 3% per i redditi oltre i 300mila euro e l'anticipo al 2014 dell'avvio graduale dell'aumento dell'età di pensionamento delle donne del settore privato. La manovra di ferragosto, che oggi supera il primo step del Parlamento, è stata approvata con urgenza dal governo a un solo mese di distanza dall'altra manovra di luglio per mettere al riparo l'Italia dalle forti tensioni sui mercati finanziari. L'acuirsi della crisi economica ha infatti messo Roma nel mirino e ha imposto all'esecutivo l'anticipo del pareggio di bilancio al 2013 dal 2014 inizialmente concordato con la Ue. La nuova correzione dovrebbe abbattere il deficit pubblico dal 3,9% del 2011 all'1'6% nel 2012 e poi arrivare l'anno successivo all'azzeramento del disavanzo. Dunque iva più cara di un punto e tassa del 3% sui "paperoni" da 300.000 euro l'anno. E ancora: anticipo al 2014 per l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle donne nel settore privato. Più morbide infine le misure sul carcere per i grandi evasori. Sono queste le novità dell'ultim'ora della manovra che sta per essere votata in Senato con la fiducia. La novità più "pesante", in termini di gettito, è l'aumento dell'Iva che da sola vale già quest'anno 700 milioni di euro e a regime 4,2 miliardi di euro l'anno. Critiche restano le opposizioni che reclamano, subito dopo l'approvazione della manovra, un nuovo esecutivo. E a lanciare il sasso nello stagno e' stato il presidente della commmissione antimafia Beppe Pisanu, che ha proposto "un governo di larghe intese" con "un passo indietro del premier". Levata di scudi contro il "lodo Pisanu" da parte del Pdl, che con Fabrizio Cicchitto e Osvaldo Napoli si chiedono "chi rappresenti Pisanu nel Pdl" e bocciano senza esitazione qualsiasi governo alternativo a quello Berlusconi come "una manovra di palazzo" (Capezzone). Approvazione piena invece, dal Terzo Polo, che con Fli e Udc chiedono "un governo di salvezza nazionale", senza Berlusconi ma con il Pdl. Cauto il Pd, con Luciano Vioante che considera "superfluo" il governo di larghe intese, mentre la sinistra di Oliviero Diliberto invita a finirla "con queste tiritere" e chiede che si mandi a casa questo esecutivo. Ridotto il taglio alle indennità dei parlamentari che percepiscono altro reddito. Nel maxi-emendamento alla manovra si prevede che "ai parlamentari che svolgano qualsiasi attivita' lavorativa per la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15% dell'indennita' parlamentare la riduzione dell'indennita' si applica in misura del 20% per la parte eccedente i 90mila euro e fino a 150 mila euro, in misura del 40% per la parte eccedente i 150 mila euro". Nel testo originario della manovra di Ferragosto era previsto un taglio del 50% all'indennità per i parlamentari che percepiscono altro reddito. Al Senato è partito l'iter del ddl costituzionale, in commissione Affari costituzionali, per l'inserimento del pareggio di bilancio nella Costituzione e l'abolizione delle Province, due misure inserite nell'ultima versione della manovra e che richiedono, appunto, un percorso di riforma costituzionale. La Ue promuove le nuove misure annunciate dal governo italiano che rispondono alle sollecitazioni giunte da Bruxelles sul fronte del risanamento dei conti pubblici e per stimolare la crescita. "Contribuiscono a rafforzare la fiducia sull'economia italiana in un momento difficile" ha detto il commissario Ue per gli affari economici e monetari Olli Rehn riferendosi a vari provvedimenti adottati dal governo e all'impegni di inserire nella Costituzione il principio del pareggio di bilancio.
Ok del Senato, manovra alla Camera
Scontri davanti a Palazzo Madama

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