L'iter della manovra economica in Commissione Bilancio del Senato procede a ritmo serrato e con l'approvazione anche di importanti emendamenti dell'opposizione. I lavori sono continuati per tutto ieri fino a sera e proseguiranno anche oggi. In particolare ieri è stato dato il via libera all'applicazione della spending review, ovvero una revisione integrale della spesa pubblica. L'emendamento è stato presentato dal Pd a firma Finocchiaro e Morando. Dal Pd è stata recepita anche la misura che dà la possibilità al fisco di recuperare le somme non riscosse dalcondono tombale del 2002. In particolare sarà possibile intervenire coattivamente al «recupero delle somme dovute e non corrisposte, maggiorate degli interessi maturati, anche mediante l'invio di un'intimazione a pagare quanto concordato e non versato alla prevista scadenza», entro il termine perentorio del 31 dicembre 2011. Altra misura dell'opposizione recepita è quella relativa alla destinazione del gettito della lotta al'evasione. Le maggiori entrate saranno collegate all'abbattimento della pressione fiscale. Targato Lega è invece la tassa sui trasferimenti di denaro all'estero attraverso banche, agenzie money transfer e altri agenti in attività finanziaria. L'imposta è dovuta in misura pari al 2% trasferito con ogni singola operazione, con un minimo di prelievo di 3 euro. Saranno esenti dall'imposta i trasferimenti effettuati da persone fisiche munite di matricola Inps e codice fiscale. Garavaglia, durante i lavori della commissione, ha spiegato che questa misura potrebbe garantire la copertura per l'esclusione dalla stretta fiscale sul mondo cooperativo delle banche del credito cooperativo. L'opposizione ha votato contro perchè, come ha spiegato Giovanni Legnini del Pd, «il principio è condivisibile ma colpisce anche gli immigrati con esclusione di quelli che hanno la matricola Inps». Nessuna novità per le pensioni. Il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti ha detto che potrebbero essere valutati positivamente solamente interventi minimali. Ma al momento il governo non è intenzionato ad adottare ulteriori interventi correttivi. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha escluso il ricorso al voto di fiducia. «L'ho sempre demonizzato. Non vedo per quale motivo il dibattito debba essere strozzato anche in Aula da una fiducia che impedirebbe ai singoli parlamentari di confrontarsi», ha affermato dopo aver incontrato i membri della commissione Bilancio. L'aspettativa è che «in Aula la prossima settimana ci sia lo stesso scenario della commissione, grande senso di responsabilità e grande dibattito, pochi emendamenti e il voto in settimana». L'iter in Aula dovrebbe iniziare martedì. Il ministro Matteoli ha sottolineato che «il confronto è travagliato, ma positivo. Rispetto alla contrapposizione dura e polemica che si registra nella quotidiana arena politica, in Parlamento l'opposizione sta svolgendo il suo ruolo con responsabilità, tant'è che vengono approvate sue proposte con l'avallo del governo e del relatore». E questo quadro, ha osservato Matteoli, rispecchia le sollecitazioni del presidente Napolitano. Il Tesoro e la Ragioneria dello Stato stanno valutando l'applicabilità dell'emendamento approvato venerdì che impone alle pubbliche amministrazioni la certificazione dei debiti nei confronti delle imprese che possono cedere alle banche il credito vantato. L'emendamento, su cui governo e relatore avevano dato parere contrario, era stato votato da tutte le opposizioni e l'esecutivo era stato battuto in Commissione. La misura prevede che le imprese possano richiedere alle amministrazioni pubbliche la certificazione delle somme che sono oggetto di pagamento ritardato e cedere il credito vantato alle banche che ne assumono la piena titolarità previo pagamento dell'intero ammontare del credito. Il rischio che si profila è l'aumento del debito pubblico ed è per questo che si sta valutando un'eventuale riformulazione. La certificazione farebbe, infatti, emergere somme non contabilizzate secondo i principi europei utilizzati per compilare i bilanci pubblici.
La manovra la fa anche il Pd
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