Politica

Decreto in Senato. Dalla supertassa 3,8 miliardi

La manovra finanziaria sarà incardinata domani al Senato. Il presidente di palazzo Madama, Renato Schifani, ha convocato l'assemblea per mercoledì 17 agosto, alle 16.30, per la presentazione del ddl di conversione del decreto sulla manovra economica. Il provvedimento sarà poi all'esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Palazzo Madama a partire da lunedì 22 agosto. CONTRIBUTO DI SOLIDARIETÀ Nella relazione tecnica che accompagna il drecreto anticrisi si legge che lo slittamento dell'erogazione del Tfr per gli statali, che scelgono il pensionamento anticipato, interesserà 19 mila lavoratori nel 2012; i pensionamenti di vecchiaia, la cui indennità di buonuscita slitta di sei mesi, sono un numero compreso da 16.500 a 35.000. Lo stop a promozioni prima delle pensioni scatta già da ottobre. Sul piano delle entrate la relazione tecnica stima che il contributo di solidarietà porterà nelle casse dello Stato 3.817 milioni di euro in tre anni; la tassazione delle rendite finanziari, a regime, 1.919 miliardi. I saldi della manovra "non si toccano", ma il governo è aperto a eventuali "miglioramenti". Silvio Berlusconi lascia la Sardegna in mattinata per trascorrere alcuni giorni ad Arcore e, mentre continua il dibattito sul provvedimento varato la settimana scorsa dall'esecutivo, consegna questo messaggio alla maggioranza e al centrosinistra. La risposta al premier da parte del Pd, arriva in mattinata dal segretario del partito, Pier Luigi Bersani che dice di essere pronto al dialogo, ma a due condizioni: "Se governo e maggioranza vogliono davvero discutere con noi in Parlamento - chiarisce il leader dei Democratici - dovranno tenere conto di due condizioni: questa volta il contributo di solidarietà devono darlo gli evasori; questa volta ci deve essere nella manovra qualche cosa di strutturale per l`equità fiscale e per la crescita e il lavoro. Se non c`è questo - aggiunge - faranno da soli e con una opposizione che si farà sentire". Anche Antonio di Pietro batte sulla lotta all'evasione e accusa il governo di "fare cassa" colpendo "i lavoratori e il ceto medio e graziando i grandi evasori che da tempo immemorabile derubano impuniti questo Paese". L'IdV, continua, "darà battaglia in Parlamento affinche' vengano accolte le nostre proposte per combattere l'evasione fiscale". Ma l'esecutivo deve fare i conti anche con i "mal di pancia" della maggioranza: Antonio Martino, ex ministro ed esponente del Pdl, si aggiunge alla lista dei critici definisce la manovra "inaccettabile" e chiede che sia "radicalmente modificata" nei suoi passaggi parlamentari. Una manovra, secondo Martino, che "aumenta le tasse e non risolve il problema della crescita". Oltre ai "frondisti" del Pdl, esce allo scoperto anche la Lega: la "non è blindata", dice Roberto Maroni e "il Parlamento dovrebbe fare uno sforzo per azzerare i tagli previsti per gli enti locali e in particolare per i comuni che hanno sofferto riduzioni notevoli".

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