Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto sui rifiuti. Con il no della Lega, la bocciatura delle Regioni e con la delusione del sindaco di Napoli De Magistris e del governatore della Campania Stefano Caldoro. IL NO DELLE REGIONI Accordi diretti tra le singole Regioni disponibili e la Campania per il trasferimento dei rifiuti al di fuori del proprio territorio, senza il passaggio del via libera in Conferenza Stato-Regioni, in modo tale da velocizzare i tempi. Quanto previsto dal decreto legge sull'emergenza rifiuti in Campania, illustrato a rappresentati di Regioni, Comuni e Province in un vertice a Palazzo Chigi e poi approvato in consiglio dei ministri con il voto contrario della Lega, incassa una netta bocciatura da parte delle Regioni. Campania inclusa. Il dl non risolve "nella sostanza il problema venutosi a creare", è la stroncatura condivisa dai governatori nella Conferenza delle Regioni. Il premier Silvio Berlusconi si è impegnato a presentare un piano straordinario con la realizzazione di impianti e l'apertura di discariche per mettere la parola fine al problema dei rifiuti nella Regione. Ma il decreto legge, secondo i governatori, non è la risposta adeguata alla crisi. E avrebbero preferito procedure certe e maggiori poteri ai primi cittadini per spianare la strada all'apertura delle discariche. Così, poco dopo il via libera al provvedimento, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, con il governatore della Campania Stefano Caldoro seduto al fianco, ha parlato a nome di tutti i colleghi sottolineando la "necessità di procedure certe per l'aperture di nuove discariche nella Regione Campania" ritenendo a tal fine "necessario dare poteri speciali ai sindaci". Ciò anche "per pervenire ad una soluzione complessiva di questa emergenza nazionale - osservano i governatori - che oggettivamente interessa tutte le istituzioni della Repubblica, governo, regioni ed enti locali". D'altra parte la strada della trattativa diretta con le singole regioni, alle autonomie non appare risolutiva. Se il ministro per le Riforme Umberto Bossi non pensa che le regioni del Nord accoglieranno i rifiuti di Napoli, il presidente del Veneto Luca Zaia ha già ribadito l'indisponibilità della sua regione ad accogliere l'immondizia. "Siamo al fianco dei napoletani che stanno soffrendo ma noi i rifiuti non ce li portiamo a casa", afferma Zaia confermando la disponibilità a fornire know how. "Abbiamo superato i tempi supplementari e siamo già ai rigori - commenta il governatore- Napoli trascina questa situazione da 17 anni. Dal 2008 non c'è stata un minimo di programmazione della differenziata". Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, definisce il decreto "non capace di risolvere il problema venutosi a creare. Riteniamo che si debba procedere all'apertura di nuove discariche in Campania". Anche le Province sono contrarie al decreto. "È un passo in avanti ma non ciò che ci aspettavamo", osserva il presidente della Provincia di Salerno Edmondo Cirielli, che, in rappresentanza dell'Unione delle Province d'Italia (Upi), ha preso parte al vertice di Palazzo Chigi per la presentazione del decreto. "Non mi sembra risolutivo il fatto che si rinvii sempre ad accordi con le Regioni - aggiunge Cirielli - Sarebbe stato meglio assicurare la responsabilità del complesso delle Regioni affinchè ognuna faccia la sua parte". "Un segnale positivo", invece, è arrivato secondo Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli. "Il decreto di oggi ha certificato che l'impegno del presidente Berlusconi per Napoli prosegue e si intensifica", afferma. "Il decreto governativo - continua - è stato il frutto di una notevole mediazione politica e poco importa il distinguo certificato dalla Lega con il suo voto, già preventivato, negativo". LA DELUSIONE DI CALDORO E DI DE MAGISTRIS Sia dal presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, che dal sindaco Luigi De Magistris, giungono commenti negativi alle soluzioni decise in Cdm. "Deludenti e pilatesche", le definisce il primo cittadino partenopeo. Più o meno stesse considerazioni anche da Caldoro: "Il provvedimento immaginato non consente di superare concretamente le difficoltà di questi giorni. Non è sufficiente". LA SITUAZIONE IN CAMPANIA Mentre si attendono gli effetti del decreto rifiuti, oggi approvato in Consiglio dei Ministri con il no della Lega, migliora la situazione delle giacenze in strada a Napoli. La città sembra iniziare a respirare: i cumuli sono molto più esigui rispetto ai giorni scorsi e, in alcuni quartieri, non si vede più l’immondizia occupare interamente i marciapiedi. Ma c'è poco da festeggiare: i siti di trasferenza di Acerra e Caivano sono ormai vicini alla saturazione e solo i trasferimenti fuori regione possono evitare che l'ombra del collasso si allunghi di nuovo sulla città. Tornando al fronte giacenze, mentre a Napoli la situazione è ancora appesa a un filo, la provincia è in gravi difficoltà. La situazione è ancora drammatica a Castellammare di Stabia che appare come una discarica a cielo aperto, con cumuli ovunque. Per cercare di neutralizzare la puzza e il proliferare di insetti, oggi i cittadini li hanno cosparsi di calce viva. Grave anche la situazione a Giugliano in Campania (Napoli), dove un gruppo di mamme ha deciso di non portare più i propri figli a scuola per i corsi estivi. Davanti al plesso staziona, da settimane, un enorme ammasso d'immondizia e la paura che si inneschino problemi per la salute dei bambini ha indotto molte madri a tenerseli a casa. Termometro dell'emergenza sono gli ormai tristemente noti roghi che si stanno verificando ormai soprattutto nell'hinterland partenopeo: stanotte i vigili del fuoco ne hanno spenti una ventina quasi tutti nelle periferie occidentale e orientale della città e nell'area flegrea e nel Giuglianese. Di disastro da apocalisse parlano addirittura i Verdi della Campania secondo i quali, tra Napoli e provincia, ci sarebbero oltre 14mila tonnellate di spazzatura. "Tra poco bisognerà evacuare alcuni territori a causa dei roghi tossici", ha sottolineato il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il presidente provinciale Carlo Ceparano. Anche per i Verdi, nel capoluogo campano la situazione è migliorata: «da raccogliere ci sono circa 1300 tonnellate di rifiuti». Borrelli e Ceparano annunciano però che tra Giugliano e Pozzuoli per strada stazionano oltre 2mila tonnellate. Castellammare, Melito e Quarto hanno - sempre per i Verdi - oltre 600 tonnellate a testa sparse sul territorio. Casoria, Bacoli, Marigliano, San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro Vesuviano hanno svariate centinaia di tonnellate di spazzatura da smaltire. Insomma, spiegano, "siamo lontanissimi dall'uscita dall'emergenza".
Rifiuti, arriva il decreto
Argomenti