Né con il («falso») centrodestra, né («giammai») con la sinistra. L'assemblea nazionale di Futuro e Libertà approva quasi all'unanimità (con soli tre astenuti, due dei quali - Monica Centanni e Arnaldo Ferrari Nasi - perché dichiaratamente pro Pisapia) la mozione Grillo, pardon Bocchino. «Destra e sinistra sono uguali. Noi non faremo la ruota di scorta di Berlusconi. Senza il Terzo polo Berlusconi non vincerà più» tuona il vicepresidente di Fli, ratificando di fatto l'equidistanza tra i due poli ai prossimi ballottaggi proposta già da Pier Ferdinando Casini. I dissidenti Urso e Ronchi - che si erano invece schierati con la Moratti e gli altri candidati del Pdl - non partecipano al voto. Se ne stanno al centro della platea, in silenzio. Non un applauso, né un commento. Dribblano attentamente tutti i cronisti e decidono di non intervenire in assemblea. Poco prima del voto vanno via, mentre Fini - in silenzio anche lui - se ne sta seduto in disparte, appoggiato al muro. Parlerà nel pomeriggio da Pescara, definendo le amministrative «un avviso di sfratto» per l'«estremista» Berlusconi. Sul palco, intanto, si succedono gli interventi. I finiani rivendicano un certo orgoglio di appartenenza e manifestano più o meno palesemente il fastidio maturato nei confronti dei «trasfughi», passati e futuri. «Va bene falchi e colombe - sottolinea Fabio Granata - L'unica cosa che non è più sopportabile è la presenza di "colombi viaggiatori"». Approvata anche una mozione che promuove «la partecipazione attiva» ai referendum del 12 giugno. Cosa voterà Fli? Che domande: «C'è libertà di coscienza».
Fli in assemblea. Manca solo Grillo

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