Politica

Con le donne

«Deciditu che segno lasciare». È lo slogan della campagna contro le mutilazioni genitali femminili che, ogni giorno, fanno 8 mila giovani vittime. Oggi, per la giornata internazionale di lotta a questa pratica crudele, ci saranno spot in tv e altre manifestazioni in Africa e in Europa. La campagna è organizzata in Italia da «Non c'è Pace senza giustizia», l'associazione fondata da Emma Bonino nel 1994. In campo il ministero degli Affari Esteri. Hanno contribuito anche Enel, Eni e Il Tempo. Questa mattina alle 11.30 a Palazzo Wedekind, nella sede romana del nostro quotidiano a piazza Colonna, la vicepresidente del Senato Bonino, il ministro Carfagna, il segretario generale di Enel Cuore Onlus, Novella Pellegrini e il direttore Mario Sechi presenteranno le iniziative di comunicazione. L'obiettivo è giungere a una risoluzione dell'Onu che metta al bando le mutilazioni. L'appello propone anche una petizione, che si può firmare sul sito www.noncepacesenzagiustizia.org. Il cammino è in salita: ci sono molti Stati africani che non hanno leggi che vietano le mutilazioni genitali. Tra questi: Mali, Sierra Leone, Somalia, Sudan, Liberia, Gambia, Camerun, Congo. Paesi con percentuali altissime di donne che hanno subìto questa pratica. Donne e bambine, visto che in alcuni Stati l'escissione è considerata un rito per entrare nel mondo degli adulti. La risoluzione dell'Onu sarebbe fondamentale. A. D. M.

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