Politica

"Ora Piano casa e giovani"

Presidente Renata Polverini, com'è andato il suo 2010?  «Benissimo. Io e la coalizione che mi sostiene siamo partiti da una campagna elettorale più complicata del previsto ma ora guidiamo una delle Regioni più importanti del Paese. Abbiamo fatto moltissime cose, stiamo dando risposte ai cittadini». Quali sono le cose principali su cui si è concentrata in questi mesi? «Sicuramente la sanità. Siamo riusciti a presentare un piano della rete ospedaliera che ha finalmente sbloccato una situazione rimasta ferma per tanti anni. Stiamo riorganizzando la sanità sul territorio, puntando all'innovazione e a progetti per abbattere le liste d'attesa, con ospedali aperti di sabato e di domenica per fare diagnostica ed esami. Per ora cominciamo con tre strutture ma abbiamo ricevuto proposte per allargare anche ad altri nosocomi questi progetti. Inoltre abbiamo portato a casa la nuova Pontina e il porto di Anzio. Tra poco partiranno i lavori per mettere in sicurezza le scuole. Poi il lavoro: abbiamo trovato seicento vertenze aperte, stiamo cercando soluzioni affinché i lavoratori non perdano il posto. Insomma, stiamo risvegliando la regione». La descrivono come una decisionista, una che non guarda in faccia nessuno... «Semplicemente sono consapevole di essere stata chiamata a svolgere un ruolo importante. Voglio migliorare la situazione che ho trovato, lo vivo come un dovere. E dunque non ho paura di decidere. Ma so anche ascoltare».   D'accordo ma spesso ci sono aspre discussioni tra lei e il Pdl. Le ultime per l'approvazione del bilancio o per le mancate nomine nelle società regionali. Semplice dialettica? «Direi normali dinamiche del confronto. Non è stato facile né per me né per loro confrontarci con queste situazioni difficili ma ora le cose sono tornate a posto». Ha dei rimorsi? Qualcosa che voleva ma non è riuscita a fare nel 2010? «Ci ho messo l'anima, il cuore, la testa. Davvero tutto il mio impegno. Non ho rimpianti, anche se ho ancora tanti progetti da realizzare. L'unica cosa su cui ogni tanto rifletto è che avrei dovuto dedicare un'ora in più alla mia famiglia».   Che anno sarà il 2011 del Lazio? «Un anno del rigore ma anche dello sviluppo. Continueremo a dare segnali alle persone, a partire dalla lotta agli sprechi e dalla riorganizzazione della macchina amministrativa. Punteremo all'emergenza abitativa, il Consiglio approverà presto il Piano casa, e alle infrastrutture ma ci impegneremo molto anche sulla cultura. Su questo ho un ambizioso progetto per i giovani che però non voglio rivelare». Dunque sarà un anno positivo... «Vede, il Lazio può diventare un modello. Qui parliamo troppo di debiti e poco delle nostre ricchezze, delle risorse che abbiamo nella sanità, nei lavoratori, negli imprenditori, nei giovani. Un mondo che la politica deve guardare con attenzione».   E' vero che farà un suo partito?  «C'è una fondazione, costituita da persone che mi sostengono. Si chiama "Città nuove". È un luogo dove dialogare, un ulteriore strumento per raccogliere i contributi della società civile». Ma presenterà questa fondazione o una sua lista alle prossime elezioni amministrative? «No. È soltanto un laboratorio». Forse qualcuno nella sua coalizione si illudeva che lei diventasse una governatrice-bancomat, cioè che finanziasse in modo tempestivo le idee del Campidoglio o del suo schieramento. Sembra che non sia così... «Ho un ottimo rapporto con Alemanno e con tutti gli altri sindaci e presidenti di Provincia ma sono consapevole del ruolo della Regione». Dunque niente bancomat... «Svolgo il ruolo per cui sono stata eletta. Ovviamente sono anche orgogliosa che nella mia regione ci sia la Capitale».   Le ultime tensioni con il Campidoglio ci sono state per i rifiuti. Il Comune non ha indicato un sito alternativo a Malagrotta. Lo deciderà lei? «Ho il dovere di farlo. Da ieri c'è un tavolo tecnico per studiare le possibilità. Ho preso contatti con Palazzo Chigi nell'eventualità di un commissariamento. In ogni caso indicherò certamente un sito alternativo a Malagrotta». Quali sono le persone che in questi mesi le sono state più vicino? «La mia giunta e tanti dirigenti che stanno lavorando bene. Certo se il presidente Berlusconi non fosse stato al mio fianco io non sarei qui». Cosa le manca di più nel suo ruolo di presidente della Regione Lazio? «La possibilità di scendere in strada e fare una passeggiata. Semplicemente di andare al mercato. Qualche volta lo faccio». Ogni metro qualcuno le chiederà di fare qualcosa... «È così e io parlo volentieri con tutti. A volte, invece, tento di andare al supermercato». Bè è dura... «Io non mi arrendo. Non mi arrendo mai».

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