Politica

Licei occupati in difesa dei violenti

Galvanizzati dagli echi della ormai «epica» manifestazione di martedì scorso, i liceali romani che da circa un mese «lottano» contro il ddl Gelmini dell'Università hanno abbracciato subito la causa di quella minoranza di violenti che hanno messo a ferro e fuoco il centro storico. Una solidarietà a tutto tondo suggellata dalla rioccupazione di alcuni istituti che, con fatica, avevano ripreso le lezioni, le interrogazioni e i compiti in classe, prima della scorpacciata delle feste natalizie e della volata verso la fine del primo quadrimestre. Giovedì dopo un'asseblea congiunta dei vari collettivi è scattata l'occupazione per Morgagni, Manara, Cavour, Talete, Tacito, Virgilio. Solidarietà e condivisione. «Gli studenti, dopo essersi confrontati sulla giornata del 14 dicembre, hanno deciso di tornare in piazza il 22 dicembre prossimo con le modalità che verranno decise nelle prossime assemblee» fanno sapere gli studenti del Mamiani. Rimarranno nell'istituto, dunque, almeno fino a domenica «per dare un segnale chiaro che la mobilitazione è tutt'altro che finita, oltre che per dare solidarietà agli arrestati». Che stanno tutti fuori, comunque. In un altro istituto, il liceo psico-pedagogico Caetani di piazza Mazzini l'occupazione è agli sgoccioli. Ancora qualche giorno di allegra spensieratezza e varie attività «abbiamo perfino ripulito i muri delle classi», poi verranno riconsegnate le chiavi per dare la possibilità di fare la disinfestazione. Con l'occasione verrà pure staccato dal portone d'ingresso il lenzuolo con la scritta: vattene giornalista. La scuola ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità perché vi ha studiato l'ormai famoso ragazzo con la pala degli scontri, fermato e ora ai domiciliari. Da una parte all'altra della città, lo scenario nelle aule occupate è sempre lo stesso. Tanti ragazzini in perenne euforia ormonale e atmosfera da innocenti evasioni. Incoscienti del fatto che stanno compiendo un reato. Ma i genitori che vi dicono? «Niente, anche mio padre ha occupato la scuola ai suoi tempi. Ma allora entravano i celerini e sgomberavano». La verita è che i genitori, in questa situazione, sono l'anello debole. Totalmente imbelli, «riflettono una difficoltà relazionale. In realtà non si confrontono con i figli - spiega una professoressa di un liceo occupato che preferisce rimanere anonima - Hanno rinunciato al loro ruolo genitoriale anche perché sono visceralmente convinti di esserne inadeguati. La maggior parte di loro, comunque, aizza i propri figli all'occupazione per convincimento politico o perché viene considerato un'esperienza formativa». I professori ai quali viene impedito l'accesso, sono invece sempre davanti alle scuole. «C'è una procedura precisa. Il capo d'Istituto ha il dovere di notificare alla Questura la situazione, cioè l'occupazione. Noi professori, come in un limbo, siamo presenti ma non partecipiamo. Magari ci riuniamo in una sala parrocchiale vicino all'Istituto oppure ci facciamo venire i geloni rimanendo per ore fuori». C'è un senso d'impotenza ma sugli occupanti a oltranza ora pende una spada di Damocle. La tanto vituperata riforma dei licei della Gelmini ha fatto scattare un tetto preciso: chi non frequenta i tre quarti dell'orario annuale (cioè cinquanta giorni di scuola) sarà bocciato. C'è la possibilità di deroghe, in casi eccezionali ma molti presidi hanno deciso di contare come assenze i giorni di occupazione. E a suon di occupazioni, cortei spontanei e flash mob tanti studenti hanno già totalizzato un sacco di assenze. Inoltre ogni istituto è tenuto a fare 180 giorni di lezione all'anno. Se ciò non avviene c'è il rischio che l'anno scolastico venga annullato. Sarebbe un guaio perché ci andrebbero di mezzo anche quei ragazzi che non sono d'accordo con le occupazioni, la cosiddetta maggioranza silenziosa che abbozza. «E fa male - dice ancora la prof anonima - perché a imporre la rivolta è sempre una minoranza, strumentalizzata e pilotata dall'esterno». Intanto si delineano i prossimi appuntamenti: martedì presidi spontanei e mercoledì corteo per la città. Poi finalmente le vacanze!

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.