Politica

Arriva anche la solidarietà di Napolitano

L'agguato al direttore di Libero, Maurizio Belpietro scuote anche il mondo della politica. La solidarietà al giornalista per quanto accaduto nella notte è bipartisan. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano gli telefona per manifestargli la sua solidarietà, che gli arriva anche dalle altre alte cariche dello Stato.   Da più parti, però, si sottolinea come nel Paese si respiri ormai un crescente clima di odio che, per alcuni e per la stessa vittima, ricorda addirittura quello degli anni di piombo. Un clima che, si sottolinea, è influenzato anche dall'inasprirsi dei toni della contesa politica. Il Pdl, in particolare, va all'attacco dell'Italia dei Valori citando il durissimo intervento di Antonio Di Pietro in Aula alla Camera nel giorno della fiducia al governo, quando l'ex pm diede al premier dello «stupratore della democrazia». «Il linguaggio violento usato nelle piazze, in Parlamento e in televisione – dice il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto – e l'esaltazione della contestazione che toglie la parola agli avversari politici mette in moto un meccanismo che alla fine suscita e provoca la violenza autentica. Come è noto, gli apprendisti stregoni che stanno in campo si fanno anche concorrenza sul piano di chi fa affermazioni più spericolate. L'esempio classico è stato il discorso di Di Pietro alla Camera contro Berlusconi». Parole che l'Italia dei Valori rimanda al mittente, bollandole come «ignobili». «Collegare il tentativo criminale di violenza ai danni di Belpietro al mio discorso alla Camera – è la replica – e, più in generale, all'opposizione portata avanti dall'Italia dei Valori nei confronti del Governo Berlusconi è un intollerabile atto di sciacallaggio politico». Al di là del «duello» Pdl-Idv, la solidarietà al direttore è bipartisan. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, condanna fermamente quanto accaduto perché «nulla può consentire non certo di giustificare ma nemmeno di minimizzare o ignorare un episodio gravissimo e inquietante». Che va condannato «senza se e senza ma», anche per il presidente del Senato Renato Schifani. Da «Noi sud» arriva la richiesta che il ministro dell'Interno Roberto Maroni (che annuncia la «massima attenzione» del Viminale dopo quanto accaduto) riferisca in Parlamento sulla vicenda. Il leader del Pd Pier Luigi Bersani, stigmatizza con «ferma determinazione e senza ambiguità» l'aggressione. Mentre dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini arriva un appello «a tutte le forze politiche perché si abbassino immediatamente i toni dello scontro».

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