Politica

Bossi: "No a governi tecnici"

"Certamente il Nord non starà fermo a guardare la nascita di un governo tecnico perchè sarebbe l'inizio del gran casino, ma di secessione ora certamente non si parla". Da Ponte di Legno il leader della Lega Umberto Bossi dice che non è il momento per le "spallate": la via da seguire è quella democratica. "Certo - aggiunge - dato il peso del Nord a livello europeo, se chiede l'autonomia, hai voglia a non dargliela". Quanto all'ipotesi di governo tecnico, Bossi conferma il no della Lega: "Se scatta la scintilla Berlusconi andrà in piazza e questa volta andrà con molte persone", dice. Così al tradizionale comizio il Senatùr ribadisce il no a un governo tecnico. A fargli eco il ministro Calderoli, presente sul palco: "I governi tecnici sono tecnici fuori ma politici dentro, e grattano tutto il fondo del barile". Il nuovo stop del leader della Lega è giunto nel giorno della bocciatura lanciata all'unisono da Palermo dai ministri Maroni e Alfano: se la maggioranza non regge si va al voto. FINI VUOLE SPRECARE I SOLDI AL SUD "Tremonti ha come nemico Fini perchè vuole i soldi da sprecare al Sud". Il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, ha toccato anche questo argomento a Ponte di Legno.  Il Senatùr ha detto di temere un governo tecnico anche perchè farebbe una nuova finanziaria "che sarebbe un disastro". Anche al comizio di Ponte di Legno ha spiegato che la nuova manovra "farebbe saltare i conti". LA LEGGE ELETTORALE E' PERFETTA Umberto Bossi promette che la Lega non permetterà un governo tecnico che servirebbe solo a cambiare le leggi che non piacciono alla sinistra. "Non lo permetteremo, perchè sarebbe un disastro. Per fare un governo ci si impiega cinque minuti. Però ci impiega altrettanto a cadere se non ha i voti". "Un governo tecnico  - dice - è come l'anguria, verde fuori e rosso dentro". Il Senatùr ammette che "siamo in un momento difficile, perchè c'è il pericolo che qualcuno possa abborracciare qualche governo tecnico, che farebbe una nuova Finanziaria, farebbe saltare in aria tutti i conti pubblici, farebbe una nuova legge sull'immigrazione e ci riempirebbero di nuovo di immigrati". Il leader della Lega afferma di parlare "a nome di milioni di uomini, milioni di veneti, gagliardi e forti, di lombardi, gagliardi e forti, di piemontesi" e assicura che tutti "scenderebbero in piazza". E ancora: "Contro le truffe messe in piedi dal palazzo, non resta che la via maestra del voto. È il popolo che elegge i governi e i premier. Non li elegge il palazzo. Noi siamo bravi e buoni, però... che non ci rompano i coglioni". Ma non finisce qui. Bossi difende la legge elettorale e sostiene che è "ottima, anzi perfetta". "Una legge che permette di presentare un programma elettorale prima delle elezioni, a differenza dell'altra legge. Quindi è una legge perfetta, non una porcata. Prima era una porcata. Prima non c`era nessun programma da rispettare. Ora la gente vota in base ai programmi e sa che i partiti sono costretti a rispettare i programmi. E' un'ottima legge. Volete mica ritornare ai tempi della Prima Repubblica, dei democristiani, dei socialisti, della marmaglia che ha infestato questo Paese". "E' chiaro che il Nord non può stare lì a veder saltar tutto, si farà sentire - spiega il ministro delle Riforme - La spallata non è stata ancora decisa, non è il momento di fare quelle cose lì".Traduzione: niente secessione. "No, io ho ottenuto che la Lega portasse a casa tutto quello che si può portare a casa democraticamente. Non è il momento di fare quelle robe lì". Bossi insiste: "Un governo tecnico significa mettere in casino i conti del Paese. Più cambia la legge elettorale. Più cambia la legge sull'immigrazione. E' l'inizio di un gran casino. Il Nord deve fare due passi: il federalismo e il decentramento. E questo prima di pensare a qualsiasi altra soluzione. Altrimenti sarebbe sprecare tempo e far casino inutilmente. La gente vuole vedere che si fanno cose ragionevoli". Non è il momento di parlare di successione alla guida della Lega. "Ma no - replica a chi gli chiede conferma della designazione di Renzo Bossi a futuro numero uno del movimento padano - È il congresso che decide gli eredi. E poi io sono ancora giovanissimo".

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