Responsabilità, solidarietà e unità. Tre semplici parole che ieri Giorgio Napolitano, parlando agli italiani in occasione delle celebrazioni per il 2 Giugno, ha voluto far diventare il fondamento del suo appello. Il presidente della Repubblica ha parlato soppesando i termini, in un tono che rivela la serietà del momento ma al tempo stesso tradisce tutta la sua preoccupazione per il «colpo di coda della crisi». E allora eccolo chiedere maggiore «responsabilità» alla politica: «Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di risultati, e non produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a se stesso. Ci accomuni un forte senso delle responsabilità cui fare fronte perché l'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta». Una responsabilità politica che deve dare spazio alla solidarietà: non quella ipotizzata dalla manovra, ma «un grande sforzo, fatto anche di sacrifici» per risollevare le sorti dell'economia e risolverei problemi delle famiglie e dei giovani, «per crescere di più e meglio». «Noi italiani possiamo farlo, aggiunge il capo dello Stato, se ci muoviamo con la forza, la coesione e la solidarietà di una nazione unita che si avvia a celebrare il centocinquantesimo anniversario». Ed ecco il richiamo all'unità, quello spirito che, in un momento difficile come questo «significa riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro. L'Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema economico». Tutto questo perché - come conclude Napolitano prima di augurare a tutti i cittadini «buon 2 giugno» - «solo così si potrà creare nuova e buona occupazione» e quindi uscire dalla crisi. Intanto oggi ai Fori imperiali a Roma il Capo dello Stato assisterà a ottanta minuti di festa. Un appuntamento con la sfilata delle Forze armate alla quale parteciperanno anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e le più alte cariche dello Stato. E così, a partire dalle 10, sfileranno 5.650 militari, 430 civili, 262 mezzi, 9 velivoli, 210 cavalli e cani, 233 bandiere e medaglieri. Ale.Ber.
Napolitano chiede responsabilità e unità

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