Silvio si Obamizza. Sempre più collegato direttamente agli italiani, sempre meno mediazioni. Addio a quei convegni barbosi, con la voce al microfono che annuncia «Adesso prende la parola il presidente...». E quei mille convenevoli inutili. «Prego, grazie». Addio, via. Kaput. Berlusconi non ne vuol più sentir parlare. Basta pure con i pranzi, le solite ipocrisie, i saluti, le strette di mano e i sorrisi di cortesia. Da giorni il Cavaliere sta studiando internet. Ed è ormai chiaro che la sua comunicazione si svolgerà sempre di più sulla rete, lo strumento che è diventato la più potente arma di Barack Obama. Fine dunque del circo mediatico di dichiarazioni, risposte, smentite, precisazioni e alla fine il suo pensiero storpiato e deviato che arriva a destinazione a brandelli. Niente più intermediari. L'arma di Berlusconi si chiama Forzasilvio.it, di cui è responsabile Antonio Palmieri. Per ora è un sito nato un po' in sordina ed è già a quota 240mila persone registrate e catalogate. Il che significa che se il Cavaliere desidera inviare un messaggio solo alle giovani di Roma o alle anziani di Milano ha da fare un click. Il sito è interattivo, quindi può ricevere messaggi. Berlusconi può così anche interpellare direttamente pezzi del suo elettorato, può scrivere lettere o inviare un piccolo video. Per ora il premier fa esperimenti. Come il messaggio audio lasciato alla pagina facebook de Il Giornale: Berlusconi è rimasto letteralmente impressionato dal fatto che con appena due minuti del suo tempo ha conquistato le prime pagine dei quotidiani. Adesso si sperimenta l'interattività. Attraverso Forzasilvio è stato chiesto a tutti di rivolgere una domanda al premier, stasera si chiudono le iscrizioni e probabilmente sabato Berlusconi risponderà. Se funzionerà, questo lavoro diventerà sistemico, periodico. D'altro canto, la rete è stata anche la leva di Obama. Spiega Maura Satta Flores, l'unica volontaria italiana all'head quarter di Barack: «Funzionava così. Circa 60 persone su 300 del quartier generale erano a disposizione della comunicazione on line e questo team dipendeva direttamente da David Plouffe, Obama for America campaign manager, e non dal responsabile comunicazione. Ma, soprattutto, Obama ha instaurato un rapporto diretto con gli elettori mandando mail, chiedendo di mobilitarsi, usando tutti gli strumenti, da facebook a YouTube passando per twitter. È così che da semplice outsider è diventato presidente». Obama non ne può fare più a meno: «Anche dopo il voto, continua a usare video settimanali in cui spiega la sua azione di governo. Nel momento di maggiore difficoltà per la riforma sanitaria, ha chiamato a raccolta i suoi milioni di fan e ha chiesto a tutti di contattare i deputati del loro collegio e convincerli a votare a favore. Insomma, è un movimento dal basso e che stabilisce un rapporto diretto tra leader e il suo popolo». È quello che Berlusconi ha provato dopo la manifestazione del 20 marzo a piazza San Giovanni, quando riallacciò un dialogo diretto con il suo popolo, dialogo che si era interrotto dopo la statuina di piazza Duomo: da quel giorno le uscite pubbliche del premier si erano ridotte al minimo. Berlusconi vuole recuperare il contatto, anche se non fisico, così come ha fatto Obama. O almeno ci sta provando. Il team guidato da Palmieri sta anche mettendo a punto un sistema grazie al quale il Cavaliere potrà intervenire direttamente sulla rete in qualunque momento. Poi toccherà ai telefoni. Con gli sms. Insomma: bisogna prepararsi ad altre incursioni di Silvio, ma in versione aggiornata.
Silvio si Obamizza
