Il caso «Annozero» arriva oggi sul tavolo della commissione di vigilanza Rai. Il presidente Sergio Zavoli l'ha convocata per le 13,30 e all'ordine del giorno ci sono le ultime vicende che riguardano la concessionaria di servizio pubblico radiotelevisivo: dalla puntata di Michele Santoro di giovedì scorso al conseguente annuncio da parte del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola di voler convocare i vertici dell'azienda di viale Mazzini, all'annuncio poi del viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani di aprire un'istruttoria sul rispetto del contratto di servizio e — in caso di accertata inosservanza — l'eventuale richiesta d'intervento all'Autorità garante nelle comunicazioni, con rischio di pesante sanzione pecuniaria (intorno ai 90 milioni di euro) a carico della Rai. Ma prima della riunione Zavoli si incontrerà con il viceministro con delega alle comunicazioni Paolo Romani. In piedi c'è anche la questione canone di abbonamento, con la campagna di «Libero» e de «il Giornale» perché non si paghi più dopo casi come quello di «Annozero». Una campagna che però non trova il favore di Mario Landolfi, componente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, e già presidente della stessa. «Non sono d'accordo — ha detto Landolfi a Napoli — è una misura che non resterebbe senza conseguenze. La Rai per il canone che incassa ha un limite nella propria raccolta pubblicitaria. Se si togliesse il canone dovrebbe avere eliminato questo tetto, con conseguenze distorsive per il sistema». A difesa del canone scende in campo anche l'attore, e deputato del Pdl, Luca Barbareschi, il quale definisce la campagna di Vittorio Feltri «un delirio» e suggerisce, piuttosto, di aumentare la tassa perché la Rai sia davvero in grado di offrire «un servizio pubblico di eccellenza come la Bbc». L'occasione, ieri mattina, gliel'ha offerta la presentazione alla stampa di «Nebbie e delitti 3», la fiction che Raidue propone da oggi in prima serata. Una parola Barbareschi ce l'ha anche per Michele Santoro che farebbe meglio ad «affittarsi un canale». «È comodo lavorare in Rai — ha aggiunto — pretendere di dire ciò che si vuole con la copertura legale della Rai». Contrario infine allo «sciopero» del canone anche il ministro degli esteri Franco Frattini: «Non sono d'accordo con coloro che fanno la campagna per abolire il canone Rai perché non è minacciando di non pagare il canone che il servizio pubblico sarà migliore». «Credo — ha spiegato — che la responsabilità dovrebbe essere all'interno di chi fa informazione sul servizio pubblico che è pagato con le tasse dei cittadini», aggiungendo di considerare comunque in maniera positiva l'iniziativa del governo nei confronti della Rai sul caso Annozero. L'Italia dei Valori invece hanno presentato un'interrogazione e una mozione «in merito al grave attacco alla libertà d'informazione e alle interferenze del Governo nel servizio pubblico radiotelevisivo, con particolare riferimento all'abuso di potere esercitato dal Ministro Scajola sulla vicenda di Annozero». Inoltre oggi Antonio Di Pietro ha annunciato un sit-in davanti a palazzo San Macuto dove si riunisce la commissione di vigilanza della Rai.
Governo e centrodestra contro lo sciopero del canone

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