Politica

Il rischio ora è quello di una caccia all'untore»

Èl'allarme della psicoterapeuta Paola Vinciguerra, direttore dell'Unità Italiana Attacchi di Panico della clinica Paideia di Roma, che avverte: «L'ansia da epidemia è meno controllabile dell'epidemia stessa. Ci si illude di tranquillizzarsi informandosi freneticamente sull'evolversi della pandemia, e soprattutto spostando le nostre angosce interne su soggetti persecutori, in questo caso chi presenta possibili sintomi di influenza. Lo stesso meccanismo della caccia all'extracomunitario, che innesca dinamiche xenofobe molto pericolose». Niente di più sbagliato: «Più ci illudiamo di tranquillizzarci, più creiamo ansia, e l'ansia abbassa anche le difese immunitarie, col risultato che più ci preoccupiamo più siamo oggettivamente a rischio di ammalarci». Anche i media, con le immagini di aeroporti praticamente militarizzati, folle con la mascherina sul volto e controlli a tappeto, danno l'immagine di un'emergenza mondiale che non corrisponde al vero: «I mezzi di comunicazione fanno informazione - spiega Vinciguerra - ma spesso il messaggio è visto in maniera più allarmistica di quello che è, e molti vivono la situazione come se anche in Italia fossimo già in pandemia, con una risposta emotiva allargata. Ma bisogna dire chiaramente che in linea di massima di questo virus non si muore, è una normale influenza e l'unico rischio è di ammalarsi tutti insieme, bloccando le attività del Paese».

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