La Lega dunque non ha digerito lo sgarbo avvenuto alla Camera mercoledì quando sono state cassate parti importanti del decreto sicurezza. In particolare quella che prevede l'allungamento da due a sei mesi il tempo di permanenza nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione, per gli immigrati clandestini. E la parte che prevedeva di fatto l'istituzione delle ronde. Se nella giornata di ieri sembrava essere tornato il sereno, un'intervista al Sole 24 Ore del titolare del Viminale rimette tutto in discussione. E si dice anche pronto a ricorrere alla fiducia contro quello che chiama «il fuoco amico, ovvero le assenze e una manciata di franchi tiratori del Pdl: «Se necessario chiederò la fiducia, stavolta senza nessun indugio. E per evitare il "fuoco amico"». Maroni glissa sull'incontro con il premier avvenuto prima e dopo il consiglio dei ministri di giovedì: «Il presidente del Consiglio, su mia richiesta, si è assunto la responsabilità politica e istituzionale di trovare una via d'uscita» dopo la bocciatura della norma sui Cie. Maroni, da parte sua, vede solo una strada: quella di recuperare tutto nel disegno di legge sicurezza. «L'ipotesi di riconvocare il Parlamento per approvare il decreto con il reinserimento della norma è stata scartata. Fare un nuovo provvedimento d'urgenza, vista la fuoriuscita di clandestini dal 26 aprile, incontra obiezioni tecnico-giuridiche. La terza soluzione - sottolinea Maroni - è recuperare tutto nel disegno di legge sicurezza, oggi alla Camera, dandogli corsia preferenziale». È di fatto una corsa contro il tempo per evitare che dal 26 aprile oltre mille clandestini di fatto vengano indultati e possano circolare liberamente. Le parole del ministro non sono state prese nel migliore dei modi dal vicecapogruppo del Pdl Italo Bocchino: «Sono sincero, nelle parole di Maroni c'era senz'altro il bisogno di proteggere il Viminale, di spiegare ai cittadini che se qualche clandestino si fosse macchiato di reati la colpa era da ascrivere al Parlamento e non al ministero. Ma con altrettanta sincerità non posso non rilevare l'alto contenuto politico delle parole di Maroni. Inutile prendersi in giro: la Lega ha usato quello che è successo a fini propagandistici».
Commenti
I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.