Politica

Segue dalla prima

Creazionedi un Consiglio per la stabilità finanziaria mondiale. Sarà l'evoluzione del "Forum" coordinato dal bravo Mario Draghi ed è una buona notizia in quanto precorre un organismo mondiale capace di regolare la finanza globale, creando convergenze tra i regolatori nazionali. Il "buono" della notizia è che, vista la dominanza dei Paesi a capitalismo che parla inglese pur con accenti esotici, le regole saranno quelle che permettono di fare finanza audace e non quella finalizzate a reprimerla come vogliono i giuseconomisti dello statalismo europeo. Lista punitiva dei paradisi fiscali. Poiché nel summit ha vinto il "capitalismo della crescita" (Cina, America, Brasile, India, Regno Unito, Giappone) contro quello "della stabilità" invocato da Francia e Germania, ai due è stato dato un contentino. Per tenere buoni gli elettori devono dare loro un untore: il cattivo capitalismo imbroglione, gli evasori fiscali ed i loro santuari, ecc. Ovviamente i paradisi resteranno perchè è improbabile che Pechino sanzioni la sua Hong Kong e Washington vieti le società del Delaware. Il trucco è che la lista - sarà compito dell'Ocse il farla - avrà diversi colori prima del nero e relativa punizione. Ci sarà qualche vittima, ma questa sarà decisa da un cartello di piazze finanziarie off-shore che con la scusa della lista farà fuori i competitori. Il commento di sintesi è il seguente. Dobbiamo essere contenti sul piano economico per la vittoria del capitalismo della crescita, ma molto preoccupati per l'evidente irrilevanza dell'Europa. Ciò dimostra l'enorme errore strategico di Sarkozy nell'aver chiamato il G20 l'autunno scorso, e di Merkel nell'insistere sulla stabilità invece che sulla crescita in fase di crisi, senza considerare che in tale organismo prevalgono interessi diversi da quelli europei. Carlo Pelanda

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