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segue dalla prima

Ungadget che rappresenta plasticamente il fatto che Silvio Berlusconi si è «mangiato» ben otto leader della sinistra in quindici anni. «Io ho vinto due volte» ha esclamato Prodi, inconsapevole dell'umorismo involontario e della disperazione in cui giace la sinistra, moderata ed estrema, politicamente azzerrata dallo straordinario talento del creatore dell'Ulivo e dell'Unione. Nel 1996 Prodi si inventa la desistenza con Rifondazione, prende meno voti di Berlusconi, ma è favorito dalla distorsione del sistema elettorale che gli dà più deputati. Ma la costruzione è di cartapesta e, dopo due anni, Prodi è costretto a desistere: ora e sempre desistenza. Viene esiliato a Bruxelles, da dove fa ritorno per cercare la riscossa del 2006. Stavolta si inventa l'Unione: non si desiste più, «fabbrica» il programma, 289 pagine di tutto e del suo contrario, così sono tutti contenti. Meno contenti il giorno delle elezioni: dovevano vincere con cinque punti di vantaggio e prevalgono per 24mila voti, un comune della cintura milanese. Ancor meno allegri i giorni in cui metà governo vara provvedimenti a Palazzo Chigi, mentre metà li contesta in piazza: l'Unione di lotta e di governo. Gramo il momento in cui un magistrato, oggi candidato alle elezioni europee con il ministro per le Infrastrutture del governo Prodi, mette sotto inchiesta il ministro della Giustizia del governo Prodi. Uniti si muore. E quando la moglie del ministro della Giustizia viene arrestata, è l'ora di lasciare il governo: due anni era durato nel 1996, due anni nel 2006. È come se sul Professore ci fosse scritto: «Da consumare preferibilmente entro 24 mesi». Scadenza programmata. Così, alla fine di quindici anni di battaglie politiche, Prodi è esiliato in Africa, dopo l'esilio di qualche anno prima in Europa. E Berlusconi sta a Palazzo Chigi, da dove si accinge a dare vita alla seconda Repubblica, quella presidenziale. Veltroni, Soru, Fassino, Rutelli, D'Alema, Occhetto, Amato devono decidere in che ordine mettersi nella matrioska, ma Prodi può al massimo aspirare di contenerli tutti. Perché è grazie alla sua opera politica che la sinistra, moderata o estrema che sia, è politicamente azzerata. Mentre Berlusconi ha dato vita al centrodestra, che prima della sua discesa in campo nemmeno esisteva. Chi è allora il vincente? Giorgio Stracquadanio

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