Così, in meno di un mese, il partito di Umberto Bossi è riuscito a conquistare due cavalli di battaglia della propria campagna elettorale che sono il federalismo fiscale e, appunto, la sicurezza che in questo ddl verrà così garantita: Sì al reato immigrazione clandestina: l'ammenda da 5.000 a 10.000 euro e la sanzione accessoria dell'espulsione (stabilita dal giudice di pace che si può sommare a quella decisa dal questore) è la pena prevista per chi commette questo reato. Tassa soggiorno: Sì alla tassa per chi chiede il permesso di soggiorno. Dovrà pagare da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro con decreto del ministro dell'Economia, di concerto con il ministro dell'Interno, che stabilisce le modalità di versamento nonché di attuazione della disposizione. Versamento non dovuto per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per richiesta di asilo, per protezione sussidiaria, per motivi umanitari. Fondo rimpatri: previsto presso il Viminale un fondo per rimpatriare gli immigrati. In esso confluirà la metà del gettito incassato dal permesso di soggiorno. C.I.E.: salta la previsione di far rimanere gli immigrati irregolari fino a 18 mesi nei Centri di identificazione ed espulsione. Si ritorna alla legge Bossi Fini che prevede un limite massimo di 60 giorni Denuncia clandestini da parte dei medici: I medici potranno denunciare all'autorità giudiziaria i clandestini che si rivolgono loro perché bisognosi di cure. Questo emendamento cancella il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo 25 luglio 1998 numero 286. Carcere per i clandestini espulsi: Carcere fino a quattro anni per i clandestini che nonostante l'espulsione rimangono sul territorio nazionale. Matrimoni di comodo: Il coniuge straniero o apolide di un cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana quando, dopo le nozze, risieda legalmente in Italia da almeno due anni o dopo tre anni se residente all'estero. Via libera al registro dei clochards: Nasce il registro nazionale dei senza fissa dimora che dovrà prendere avvio 180 giorni dopo l'approvazione della legge. Sarà tenuto al Viminale. Sì alle ronde: Via libera alle ronde ma senza armi: gli enti locali possono avvalersi della collaborazione delle associazioni di cittadini al fine di segnalare agli organi di polizia locale eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio ambientale. 41 bis: Approvata con un sì bipartisan, la norma licenziata aumenta a quattro anni la durata del carcere duro per chi è accusato di mafia. Si inverte l'onere della prova e si sposta la competenza funzionale per i ricorsi al tribunale di sorveglianza di Roma in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale. Infine, viene punito con il carcere da uno a quattro anni chiunque consenta ad un detenuto sottoposto al 41 bis di comunicare con altri. Stupri: Obbligo di custodia cautelare in carcere e niente domiciliari per chi compie violenza sessuale. Ma anche arresto in flagranza di reato ed esclusione dai benefici previsti dalla legge Gozzini, come l'affidamento in prova ai servizi sociali. Gratuito patrocinio per vittime: Esteso il gratuito patrocinio alle vittime di violenza sessuale in deroga ai limiti di reddito attualmente previsti. Ok a bombolette spray per autodifesa: Un regolamento del ministro dell'Interno di concerto con il ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali disciplina le caratteristiche tecniche e il contenuto dei dispositivi di autodifesa che non devono avere attitudine a recare offesa alle persone. Niente carcere per i writers: Non rischia il carcere chi imbratta i muri. Se il fatto è commesso su beni immobili o mezzi di trasporto pubblici e privati, la multa va da 300 a 1000 euro. Ora il provvedimento è atteso a Montecitorio per passare l'esame della Camera.
Più sicurezza per tutti
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