Politica

Riforma della giustizia, il Pdl accelera

Il Pdl accelera sulla riforma della giustizia. Il Pd, con la capogruppo Anna Finocchiaro, non chiude la porta al dialogo. La partita, tuttavia, si preannuncia complicata per i paletti che il Pd pone all'avvio del confronto nelle aule parlamentari. "Siamo disponibili a ragionare di riforma della giustizia e non abbiamo problemi a sederci a nessun tavolo", dice la senatrice democratica. Finocchiaro, però, mette il veto su alcuni punti della riforma: no a un intervento sulla Costituzione, no a una trasformazione del Csm, no alla separazione delle carriere e al superamento dell'obbligatorietà dell'azione penale. «Lo scontro tra procure fa emergere qualcosa di gravissimo e incomprensibile per i cittadini, crea allarme e confusione. Dobbiamo, invece, preservare la fiducia dei cittadini nella giustizia». Così, in un'intervista il ministro Guardasigilli, Angelino Alfano, interviene sullo stato della giustizia italiana, parlando di «patologie oltre ogni limite» che non fanno che confermare «l'urgenza di approvare le riforme per la giustizia con il contributo del Pd e dell'Udc, ma avendo la maggioranza i numeri e la voglia di farle da sola». Alfano, quindi, insiste «sulla seprazione delle carriere di pm e giudici» e dice di voler «rendere effettivo il principio della responsabilità civile dei magistrati». «Gli italiani -afferma Alfano- hanno approvato il principio a larga maggioranza. Ora va reso effettivo».

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