Politica

Il soccorso di Emma

Lo fa parlando all'attenta platea degli industriali romani riuniti per l'Assemblea generale dell'Unione Industriali di Roma che ha sancito il debutto del nuovo presidente Aurelio Regina. All'evento che ha visto la partecipazione oltre al presidente del Consiglio, di tre ministri e del presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, si ribadisce l'asse tra il governo e gli imprenditori. Berlusconi non solo ricorda che è «uno di loro» ma dimostra ancora una volta di saper intercettare le aspettative del mondo industriale. L'appello all'ottimismo e alla fiducia è lo stesso che fanno la Marcegaglia e Regina. Sulla stessa lunghezza d'onda anche quando mostrano di stare ben attenti a non spezzare il dialogo con la Cgil. Così Berlusconi sottolinea che lo sciopero annunciato dalla Cgil per il 12 dicembre «è un errore», ma poi aggiunge di aver avuto nell'incontro di lunedì sera «dai miei interlocutori risposte positive» e di aver «segnato degli appunti prendendo in considerazione i suggerimenti e spiegando che ci saranno aiuti per le imprese e le famiglie». Stesso mood la Marcegaglia che rivolgendosi alla Cgil dice: «In un momento come questo di tutto c'è bisogno tranne che di conflitto e separazione». Il presidente della Confindustria aggiunge però: «non vogliamo veti e non ce li faremo imporre da nessuno». Entrambi danno anche grande importanza al fattore ottimismo. «Il momento è complesso e non sappiamo quello che abbiamo davanti ma una cosa è certa: bisogna fare la guerra al panico, alla paura che genera altra paura» dice la Marcegaglia e ribadisce che «questa crisi non è la fine del mondo, non è la fine del mercato e se ne uscirà perchè il sistema imprenditoriale è sano». Ma, avverte, «molto dipende dai nostri comportamenti, dai consumi». Così pure Berlusconi. «Se i consumatori si fanno prendere dalla paura diminuendo gli acquisti - spiega il premier - le imprese saranno costrette a ridurre la produzione, a mettere in cassa integrazione e a ridurre l'offerta di prodotti. Insomma si innesca una spirale negativa». «L'ottimismo, il coraggio, la volontà e la speranza - sottolinea Berlusconi - possono farci uscire e in fretta dalla crisi che domina da alcune settimane: se tutti mettessimo in campo lo stesso ottimismo, potremmo guardare con più sicurezza al futuro che ci aspetta». Berlusconi poi dice chiaramente che l'ottimismo può basarsi su solide fondamenta e «possiamo essere più ottimisti rispetto a altri Paesi giacchè l'Italia si trova in una situazione migliore di altre realtà sul piano internazionale». E cita la situazione del sistema bancario che «è più saldo di quello di altri Paesi europei. Da noi nessuno ha chiesto l'intervento dello Stato. Anzi, se in America avessero preso prima le misure assunte da noi avrebbero evitato il fallimento della Lehman Brothers e di altre banche». Berlusconi conclude con una storiella sull'ottimismo. Quella del grande vecchio sulla montagna che prevede un inverno freddissimo perchè ogni volta che gli indiani lo interpellano poi si affrettano a tagliare gli alberi e far legna. Come dire che «le profezie si avverano per se stesse».

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