Politica

Fiducia contro la crisi

Scende a stringere mani, all'improvviso fa saltare qualunque cerimoniale e scappa alla sua destra, arriva al recinto della zona vip e si mette a parlare con un paio di cronisti. Fa la faccia seria, gli occhi immobili: «Faremo tutto quello che serve ma non pensate che sia tutto. Non basta, non bastano solo quelli. Deve essere chiaro». Poi sgrana un sorriso: «Bisogna avere fiducia. Fiducia. E anche voi avete il compito di dirlo». Lo chiamano, lui allunga le mani verso i suoi tifosi (perché Berlusconi non ha supporter, ha ultrà, pro o contro). Si gira per fare un ulteriore sorriso di intesa e se ne va risucchiato dalla folla che ha sceso le tribune come una valanga impazzita pur di stringergli una mano, toccargli un lembo della giacca, incorciare il suo sguardo per una frazione di secondo. Berlusconi non era mai arrivato a Teramo. Il team di basket è stato spedito ad allenarsi in un paese vicino, al circo sono stati pagati i tre giorni di mancato incasso pur di farli sgomberare per evitare intralci al traffico. E Berlusconi si fa travolgere dall'entusiamo anche un po' esagerato. Parla di quello che ha fatto il suo governo. Rifiuti, impedire Alitalia finisse ai francesi, la detassazione degli straordinari. Poi il suo tono si fa più grave, scompaiono le battute e il premier e per la prima volta in termini pesanti ammette che la crisi finanziaria, i cui effetti stanno arrivando all'economia reale, «potrebbe essere anche molto profonda». Spiega ancora più precisamente che: «Si è diffuso un clima generale di sfiducia anche per le profezie fatte circolare in Italia dalla sinistra che grida alla catastrofe. Premier e governo cercheranno di infondere fiducia ma solo i cittadini possono, non cambiando le loro abitudini, arginare la crisi reale che purtroppo sta arrivando, con una caduta verticale degli acquisti». E cita tre esempi di crollo delle vendite e dei contratti: auto, mutui e persino gli alimenti. Di fronte a questa situazione Berlusconi sottolinea di essere stato il primo a muoversi: «Dissi a Napoli che nessuna banca sarebbe fallita e nessun italiano avrebbe perso neppure un euro». Ricorda che a ruota è stato seguito dall'Ue e poi anche dal piano Paulson degli Usa. Mette le mani avanti anche mimando il gesto: «Abbiamo fermato la valanga, ma ugualmente ora i risultati negativi possono riversarsi sull'economia reale». Ora si guarda al presente. E il presente è fatto di continui appelli del premier alle banche affinché continuino «a fornire liquidità a imprese e cittadini senza aumentare gli interessi». Quindi accenna al prossimo consiglio dei ministri nel quale sarà deciso un intervento di sostegno alle imprese: «L'Iva di cassa certamente sarà nel pacchetto». Di cosa si tratta? «L'Iva - sottolinea il presidente del Consiglio - sarà pagata solo quando si riceve a propria volta il pagamento». Quindi si procederà in aiuto delle persone con «interventi concreti e molto precisi soprattutto a favore delle famiglie con più figli». Ma più in generale, c'è un tema che sta maggiormente a cuore al capo del governo: «Bisogna fermare il clima generale che si è diffuso, evitare che si inneschi il meccanismo delle profezie negative che si avverano da sole, per cui se uno dice che tutto va male, tutto va male davvero». Insomma, il pacchetto del governo conterrà delle decisioni, Ma non saranno qulle ad evitare la crisi: «Io dico ai cittadini: "Solo voi potete, non cambiando le vostre abitudini di vita e il vostro stile di acquisti, evitare che si precipiti in una crisi reale". Se noi continuiamo a dire che tutto va male tutto andrà male realmente, mentre se c'è la fiducia si potrà evitare che questo accada». Se la prende quindi con la tv che, a suo dire, diffonde questo clima. E alla sinistra che attacca la Rai replica secco: «Questi signori non hanno pudore: basta aprire la tv e guardare la Rai». Racconta: «Domenica ero a casa ed ho potuto farlo. Ho girato con il telecomando e ho trovato sei programmi in cui mi prendevano in giro oltraggiandomi». Il tratto del suo governo sarà questo: rimettere ordine in Italia. Avanti con la norma anti-writers con una modifica: i Comuni potranno scegliere zone da destinare ai graffiti, chi imbratterà fuori da quelle aree... E il Cavaliere mima uno uno in manette. Avanti con la riforma della giustizia civile. Su quella penale fa segno di volersi trattare «altrimenti i giornali scrivono che io ho attaccato i giudici quando sono loro che attaccano meno». E giù la solita sarabanda di quasi 600 perquiszioni, oltre 900 magistrati che si sono occupati di lui. E aggiunge un nuovo dato: 181 miliuoni di euro spesi in avvocati Avanti con le opere pubbliche. A cominciare dal Ponte sullo Stretto fermato da un ministro (Pecoraro) con il piercing sull'orecchio; e Berlusconi mima il gesto di spolverarsi il padiglione auricolare. Poi le strette di mano perché il voto in Abruzzo non è solo un test locale.

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