È la notizia più drammatica di una giornata caratterizzata da un numero particolarmente alto di sbarchi: in Sardegna sono arrivate 150 persone, in Sicilia in tutto circa 200. Le 75 persone arrivate per ultime a Lampedusa sono in condizioni precarie per via della prolungata navigazione, forse di cinque giorni. Insomma, dopo la proclamazione dello stato di emergenza, gli sbarchi continuano. E la capienza delle strutture dove vengono ospitati i clandestini è messa a dura prova. Il programma del ministro dell'Interno, in realtà, prevede un raddoppio dei Centri di identificazione ed espulsione, passando quindi dagli attuali 10 a 20: uno per regione. Ma i tempi per realizzare le strutture potrebbero essere più lunghi del previsti. Quindi, se ne riparla almeno fino ad autunno. Ad ospitare i nuovi Centri potrebbero essere 10 caserme dismesse dall'Esercito. Costruire un Cie per regione costerà - secondo le stime che circolano al Viminale - circa 600 milioni di euro. Nel costo è compresa l'apertura dei nuovi 10 Centri e il mantenimento di tutte e 20 le strutture. Nel frattempo, si è provveduto diversamente: tra giugno e luglio, sono 6 i centri d'accoglienza provvisori aperti d'urgenza, in alberghi, ospedali, uffici pubblici. Attualmente sono 10 i Cie destinati al trattenimento degli extracomunitari irregolari e da espellere.
Immigrati, bambini morti in mare
Si allungano i tempi per le espulsioni