Legge elettorale

Legge elettorale, la scommessa di Fini: il premio di maggioranza non è anticostituzionale

“Nello stesso momento in cui è stata alzata al 42% la soglia necessaria per un eventuale premio di maggioranza, non credo che ci possano essere rilievi costituzionali da questo punto di vista”

“Lo dico qui, faccio una scommessa: non è anticostituzionale, ci sono precedenti”. Ne è certo Gianfranco Fini, intervenuto a “Ping Pong” su Rai Radio1, a proposito del premio di maggioranza previsto dalla nuova legge elettorale. “Il Quirinale aveva fatto chiaramente comprendere: ‘attenzione, il premio di maggioranza non è una lesione della democrazia, bisogna vedere la quantificazione di quel premio’”, ha affermato Fini. “Nello stesso momento in cui è stata alzata al 42% la soglia necessaria per un eventuale premio di maggioranza, non credo che ci possano essere rilievi costituzionali da questo punto di vista”, ha continuato l’ex-presidente della Camera. E sulla definizione di ‘Terza Repubblica’ Fini ha spiegato: “Io ho fatto parte della Prima Repubblica, della Seconda, non numero le Repubbliche. Sicuramente questa legge elettorale, per come è stata congegnata, rende più facile la possibilità, ovviamente se scatta il premio di maggioranza, della stabilità, e non è cosa da poco”, ha proseguito il ragionamento.

Fini ha poi risposto a una domanda di Annalisa Chirico sui nuovi toni duri del presidente americano Donald Trump nei confronti di Volodymyr Zelensky e sull’annuncio di una tregua energetica tra Russia e Ucraina, non confermata dalle parti: “A me pare evidente che Trump, non dico ammiri Vladimir Putin, ma che lo consideri più di un interlocutore, arrivo a dire che per certi aspetti lo invidia”. Secondo l’ex leader di AN, Putin è un leader che ”se decide di annettere un territorio lo fa”.

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