In particolare la prassi è finita nel dimenticatoio perché nella Prima repubblica i partiti si presentavano alle elezioni senza un vero e proprio programma che invece cominicavano a compilare prima del giuramento e della successiva illustrazioni alle Camere. È stato per primo Berlusconi, nel '94, a dichiarare il suo piano dettagliato di governo prima del voto e sulla base di questo ha chiesto il consenso. Ma il Cavaliere, alla sua prima elezioni, non volle rompere quella che era una tradizione, preoccupato com'era di essere troppo di rottura al suo esordio nelle istituzioni. La pratica tuttavia venne archiviata da Dini nel '95 perché il suo esecutivo era finalizzato a un programma ristretto di azioni, un po' come oggi Marini. Negli ultimi 25 anni, in particolare, sono pochi i casi in cui le consultazioni con le parti sociali sono passate alla storia. Craxi. Il 26 luglio 1983 il segretario del Psi, Bettino Craxi, incaricato di formare il governo, consulta Confapi, Intersind, Confindustria, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, il Governatore della Banca d'Italia, i presidenti di Cnel, Consiglio di Stato, Corte dei Conti e anche il Ragioniere generale dello Stato. Goria. Il 17 luglio 1987, Giovanni Goria consulta Cgil, Cisl E Uil, Confagricoltura, Confcoltivatori, Coldiretti, Confcommercio, Confesercenti, le organizzazioni degli artigiani, quelle delle Cooperative, Intersind, Asap E Confapi. De Mita. Il 22 e 23 marzo 1988, Ciriaco De Mita, incaricato di formare il governo, consulta Confconmmercio, Confagricoltura, Coldiretti, Confcoltivatori, le associazioni delle Cooperative, quelle degli artigiani, Confapi, Intersind, Confindustria, e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il 28 giugno 1989, ancora De Mita consulta tutte le parti sociali, compresa l'Unionquadri. Berlusconi. Il 3 e 4 maggio 1994, il presidente del Consiglio incaricato, Silvio Berlusconi, consulta Confagricoltura, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Cnel, Isa, garante Antitrust, garante per l'editoria, Abi, cooperative, Cida, Unionquadri, Federcasalinghe, Ance, il presidente del Cnr, il presidente dell'Enea, una delegazione di rettori, l'Upi, l'Unioncamere, la Confesercenti, la Confetra, la Confedertecna, una delegazione di italiani all'estero. Maccanico. Gennaio 1995. Il presidente del Consiglio incaricato, Antonio Maccanico, consulta il governatore della Banca d'Italia, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, la Confindustria, il Cnel, il Csm, l'Unione delle provincie italiane e la Conferenza Stato-Regioni. Da allora, i presidenti del Consiglio incaricati, nominati quasi sempre dopo elezioni che li avevano indicati per l'incarico di premier non hanno mai consultato, prima di formare il governi, le parti sociali.
Non è la prima volta che un presidente del Consiglio ...
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