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Fiorello

«Evitiamo i mostri in prima pagina»

«È molto strano — ha detto ieri a Viva Radio 2 in trasferta a Bologna — che in un paese civile come l'Italia, se c'è un'indagine in corso, quello che avviene tra un pm e un presunto colpevole finisca sui giornali. Gli atti dell'inchiesta andrebbero custoditi, finchè non c'è una sentenza che definisce la colpevolezza». A nome dello staff di Viva Radio 2, Fiorello ha lanciato una proposta: «Perchè — ha detto — non si vieta per legge ai giornali la pubblicazione degli atti?». Così, ha concluso, in riferimento ad esempio al caso Sircana, «si eviterebbe di sbattere mostri in prima pagina, come avvenne per Enzo Tortora». È necessario «evitare la pubblicazione dei contenuti di intercettazioni telefoniche che, oltre a soddisfare una sorta di ingiustificata e inammissibile libidine informativa, rappresentano un'ulteriore ferita ai danni di soggetti che già sono parte lesa nei procedimenti». Lo ha detto, in un documento, l'Ordine dei giornalisti della Basilicata, riferendosi all'inchiesta su foto e ricatti, sottolineando «l'esigenza di contemperare l'esercizio del diritto-dovere di cronaca con il rispetto della privacy in base alle disposizioni del Garante e ai codici di autoregolamentazione della categoria». A giudizio dell'Ordine dei giornalisti, inoltre, «non è più tollerabile il tentativo di scaricare sui giornalisti eventuali responsabilità circa la fuoriuscita di notizie o di stralci di atti coperti da segreto».

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