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Il caso

Fini: «Affini al francese Sarkozy per l'attenzione alla famiglia»

Il presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini individua delle affinità tra la destra francese e quella italiana sotto diversi aspetti che il leader di An riassume nel concetto di «identità dinamica». Ovvero «solidità di valori che vanno declinati con la trasformazione della realtà». Questo rinnovamento della destra, ben lonatna dall'immagine caricaturale che ne ha fatto sempre la cultura della sinistra, è stato meso in evidenza da Fini nel corso della presentazione del libro di Nicolas Sarkozy, «Testimonianza» nella traduzione di Fabio Torriero (direttore de La Destra). Di Sarkozy è stato messo in evidenza che è contro l'immobilismo della sinistra ma anche contro il conservatorismo della destra. Ed questo processo di rinnovamento che lo avvicina all'azione svolta da Fini. Il che non vuol dire rompere con il passato, «sconfessione della propria identità ma è attualizzazione della tradizione». E all'esempio francese Fini guarda per il sistema dello stato sociale e per le tutele che esso offre a cominciare dalla donna e dalla famiglia. «In Italia c'è un deficit dello Stato nel garantire pari opportunità» afferma Fini e sottolinea che in Francia «si pensa a chi ha meno e non è un caso che importanti intellettuali della sinistra appoggino Sarkozy». Poi indica come affinità tra destra francese e quella italiana la preoccupazione per la tutela dell'ambiente e la qualità della vita. Quanto ai Dico il leader di An ribadisce che piuttosto la priorità «è una maggiore tutela della famiglia». Divergente invece la posizione sulla guerra in Iraq; a differenza della destra italiana, quella francese conferma il suo no alla guerra. Fini afferma esplicito: «Io non so se l'intervento contro Saddam si possa giudicare un errore, io credo che non lo fosse. Certamente però ciò che fu sbagliata fu la gestione del dopoguerra». «Credo che gli americani, con la loro attitudine a una certa semplificazione, abbiano pensato che il venir meno di una dittatura e tenere le elezioni facesse nascere automaticamente una democrazia. Ma la vera sfida - sottolinea Fini - non è la guerra giusta o meno. Non credo che l'Iraq di Saddam e l'Afghanistan dei Taleban fossero paesi migliori degli attuali. Oggi è difficile risolvere i problemi della trasformazione ma prima - conclude Fini - era impossibile». Fini ha criticato coloro che «per interessi di bottega» non conoscendo la realtà francese «attribuiscono il successo di Bayrou al suo centrismo». «Sostenere che Bayrou sia un centrista e che quindi metta in crisi il bipolarismo francese in Francia farebbe ridere. Tutti sanno che il suo partito è più a destra di Sarkozy». l.dellapasqua@iltempo.it

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