Ma nella maggioranza ci sono state anche defezioni, alcune «politiche» altre per semplici assenze. Stando al semplice computo del pallottoliere, infatti, l'Unione si trova con 17 voti in meno: sulla carta poteva contare su 320 voti ma i sì targati centrosinistra sono stati 303. Comunque abbastanza per superare di gran lunga la maggioranza richiesta di 264 voti. Tuttavia sono quattro le obiezioni dichiarate. Francesco Caruso, no global tra le fila di Rifondazione, aveva ribadito più volte il dissenso e non si è presentato in Aula, così come Daniele Capezzone, radicale della Rosa nel pugno. Scontati anche i no di Paolo Cacciari (Rifondazione Comunista), fratello del sindaco di Venezia, che sei mesi fa pur di non votare la proroga della missione in Afghanistan aveva presentato le dimissioni (respinte) da deputato, e di Salvatore Cannavò (della minoranza di Sinistra Critica del Prc) per il quale «le cose sono cambiate ma in peggio». E ancora: la Verde Luana Zanella ha annunciato in Aula che non avrebbe partecipato al voto pur ribadendo il rispetto per il governo, il Parlamento e il suo gruppo. Scorrendo il tabulato della votazione risultano assenti, poi, Luciano D'Ulizia e Aurelio Misiti (Italia dei Valori), l'argentino Ricardo Merlo (Misto) e il trentino Giacomo Bezzi (minoranze linguistiche), Gian Luigi Pegolo (Prc), Giuditta Pasqualino (Udeur), Massimo Cialente, Aleandro Longhi, Andrea Papini, Francesco Piro e Francesco Tolotti (Ulivo), Gian Franco Schietroma e Daniele Capezzone (Rnp). Assente giustificata una buona fetta del governo: quindici ministri risultano infatti in missione tra cui i titolari della Farnesina e del Viminale Massimo D'Alema e Giuliano Amato. Mentre il presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro della Difesa Arturo Parisi erano in Aula a votare. In partenza per Bruxelles e quindi assenti anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e l'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Gianfranco Fini invece era presente ed ha votato a favore del decreto. Il decreto legge che finanzia le missioni in Libano, Afghanistan, Balcani, Hebron, Rafah, Cipro, Darfur, Congo decade il primo aprile. Il Senato dovrà quindi approvarlo entro la fine di marzo. Il decreto legge stanzia anche soldi per l'addestramento delle forze armate irachene e per contribuire alla missione dell'Unione Africana in Somalia.
Intanto arriva il via libera alla Camera
Il Dl approvato a larghissima maggioranza. Ma i dissidenti contestano il governo
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