Politica

Il caso

La sinistra passa dall'oppio dei popoli a quello afghano

Lo propongono gli esponenti di Rifondazione Comunista, Verdi e Rosa nel Pugno, con un ordine del giorno che impegna il governo «a presentare e sostenere, nell'ambito della conferenza internazionale di pace, il progetto per trasformare l'oppio afghano in morfina e codeina al fine di soddisfare la domanda a livello mondiale di farmaci per la terapia del dolore». Lo presenteranno i gruppi di Rifondazione comunista, Verdi e Rosa nel pugno a Montecitorio nell'ambito dell'esame del decreto che rifinanzia le missioni italiane all'estero, compresa quella in Afghanistan. E Massimo D'Alema ha già manifestato la sua disponibilità, per recepirlo. L'iniziativa è stata presentata a Montecitorio dai capigruppo di Prc e Verdi, Gennaro Migliore e Angelo Bonelli, e dal deputato della Rosa nel pugno Sergio D'Elia. Alla conferenza stampa anche la Verde Tana de Zulueta, il presidente della Croce rossa italiana Massimo Barra e il segretario del Forum droghe Franco Corleone. «Il progetto - spiega Bonelli - è quello di vendere l'oppio alle industrie farmaceutiche per produrre morfina e codeina»: la produzione di oppio in Afghanistan è in forte aumento e parla di più di 6.000 tonnellate annue. « Bisogna evitare ricadute sull'economia e sui lavoratori, impedendo la saldatura politica tra la popolazione rurale e i signori della guerra talebani». Dati confermati da D'Elia: «Soltanto sei province su 34, in Afghanistan, non conoscono la coltivazione del papavero». Per D'Elia poi la produzione mondiale legale di oppiacei non è sufficiente a evadere tutte le richieste necessarie per le terapie del dolore. Secondo Barra, il progetto indicato dall'ordine del giorno è realizzabile anche perchè ai contadini afgani potrebbero essere pagati gli stessi prezzi che oggi praticano i trafficanti di droga. Il presidente della Cri spinge il governo a un tentativo sperimentale: farsi affidare un distretto, nella zona dove già operano i militari italiani, e in accordo con le autorità locali costruire un'industria che trasformi l'oppio in morfina e codeina. Per Maurizio Gasparri (An) «è pericolosa l'ipotesi di acquisto di oppio da parte degli stati, sarebbe quasi un narcotraffico istituzionalizzato. Noi voteremo sì al Dl e aspettiamo di vedere se il centrosinistra sarà autosufficiente al Senato. Crediamo che non sarà così e un governo serio dovrebbe trarne le conseguenze e cioè dimettersi». E Alfredo Mantovano: «Bei tempi quelli in cui Marx ed Engels tuonavano contro la religione, definendola oppio del popolo, o quelli in cui Lenin e Mao rendevano reale il socialismo marx-leninista e svegliavano la coscienza del proletariato!».

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