Politica

Il caso

Fassino lo attacca «Per i tuoi alleati non sei il leader»

Quello del segretario della Quercia è un duro j'accuse verso il Cavaliere che non riesce più a tenere unito il centrodestra, che è sempre più isolato, che perde pezzi della sua coalizione. Guardandolo dritto, Fassino sferra un duro attacco, tutto d'un fiato. «La verità con cui deve fare i conti, onorevole Berlusconi, è che buona parte della sua coalizione diffida della sua leadership. E questo lo dimostra il fatto che non siete stati in grado di andare dal capo dello Stato, durante la crisi di governo, a fare la stessa proposta». Tra i banchi vicini al presidente di Forza Italia cresce il brusio ma Fassino non si ferma e va diretto al cuore del discorso: «Se ci fosse stata compattezza attorno alla sua leadership sareste andati (tutti e 4 i partiti della Cdl, ndr) al Quirinale a chiedere le elezioni anticipate. Non lo avete fatto. Può darsi che lei creda di parlare a nome del popolo della libertà, ma i suoi partner non la riconoscono come condottiero di quel popolo». «Mente, sta mentendo», è la replica a distanza dell'ex premier. E mentre i deputati azzurri difendono in coro il loro leader, il presidente di An, Gianfranco Fini, va di persona ad esprimere la solidarietà a Berlusconi. Dopo averlo applaudito alla fine della sua dichiarazione di voto (a differenza di Casini che è rimasto impassibile, regalandogli solo un sorriso quando il Cavaliere ha tentato di ricompattare la ex Cdl parlando del "popolo delle libertà che ci sostiene"), Fini gli ha stretto la mano e con lui ha scambiato un paio di battute. Guarda caso proprio mentre Fassino diceva: «Non la riconoscono più come condottiero del suo popolo...».

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