Il presidio indetto per questo pomeriggio a Bologna contro la base Usa cercherà di portare le voci del dissenso fin sotto l'abitazione di Romano Prodi. In piazza Re Enzo, alle 15 dovrebbero arrivare anche rappresentanti della comunità vicentina che si oppone all'argamento della struttura «e con loro decideremo se portare la manifestazione fin sotto la casa di Prodi», spiegano Massimo Betti (Rdb) e Diego Negri, del comitato «Disarmiamoli» che hanno promosso il sit-in. «Magari valuteremo anche solo l'opportunità di andare con una delegazione di 10 persone. Contratteremo la cosa domani in piazza con le forze dell'ordine - continuano Negri e Betti - e speriamo che la Questura confermi il buonsenso mostrato lo scorso 17 novembre», quando un corteo delle Rdb, in occasione di uno sciopero generale, fu autorizzato fino a piazza Santo Stefano, molto vicino alla residenza del presidente del Consiglio. La manifestazione in piazza Re Enzo è stata richiesta da parte degli organizzatori stimando una adesione di circa 50 persone, ma potrebbero essere di più. «In queste ore stanno arrivando molte adesioni - dicono ancora Betti e Negri - è una iniziativa a sostegno della comunità vicentina che sosteniamo in tutte le sue iniziative». Il Prc di Bologna conferma intanto il suo sostegno alla protesta contro l'ampliamento della base militare Usa: «Chiediamo che la scelta del governo venga rivista e che siano le popolazioni interessate a dire l'ultima parola su quella che è una questione di democrazia da trattare come tale ricorrendo ad un referendum», spiegano alla segreteria provinciale del Prc bolognese.
Bologna
Oggi la protesta arriva sotto casa del Professore
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