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Nasce la «scuola» per il partito che non c'è

Le sue radici storiche giacciono nelle prime opere dell'egualitarismo proto-socialista, da quella che coniò il termine («Utopia», appunto) scritta da Thomas More, alla «Città del Sole» di Tommaso Campanella. Il sogno di un'isola felice, di una società migliore, più equa e più giusta si scomporrà più tardi in teorie fra loro diverse e più materialistiche, come il marxismo. Ma la matrice utopistica sembra rimasta un sedimento di fondo nel pensiero politico di molti esponenti della sinistra contemporanea. Sarà per questo, forse, che a Bologna è stato annunciato come un fatto importante e denso di conseguenze la nascita di una scuola-quadri di un partito che ancora non esiste. Il capoluogo emiliano, infatti, è diventato sede di un laboratorio politico e culturale del «nascente» Partito Democratico. L'iniziativa porta il nome di «Ulibo», cioè Università libera di Bologna, e si propone l'obiettivo di «fondere conoscenze e valori prima ancora che tessere». A inaugurarla è stato Giuliano Amato, che essendo una persona intelligente non ha mancato di sottolineare questa piccola contraddizione. «Come si fa a inaugurare un corso formativo di un partito che non c'è... Ne abbiamo fatte tante, facciamo anche questa...», ha esordito scherzosamente il «Dottor Sottile» per presentare al pubblico (che comprendeva anche il premier) la «scuola» fondata da un gruppo di professori quarantenni ulivisti doc, tra i quali Filippo Andreatta e Salvatore Vassallo. Il ministro dell'Interno ha poi assicurato che «non è stravagante cominciare attraverso una scuola prima ancora che attraverso un congresso: dobbiamo sommare e fondere conoscenze, culture, valori, sensibilità, prima di sommare e fondere tessere e tesserati. Perchè questa seconda operazione, al limite, può essere dannosa se non è accompagnata e preceduta dalla prima». Un'osservazione sacrosanta da un punto di vista pragmatico. Considerati, però, gli scogli enormi e apparentemente insuperabili che il futuro Pd ha incontrato finora la speranza di Amato può essere definita con un solo termine: utopia.

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