Politica

Alemanno

«Libertà e identità devono essere le nostre parole d'ordine»

Partecipanti: non solo tutti i rappresentati della Cdl ma anche uomini di cultura e membri della società civile. Tema: sviluppare due valori portanti per la nuova Cdl, vale a dire libertà e identità. Volendo riassumere, questa è l'idea della convention della Cdl che ha in mente il deputato di An, Gianni Alemanno, una sorta di «anti Caserta», in cui fare il punto sul da fare e chiarire bene le «idee programmatiche» da difendere: del resto il progetto è nelle menti del centrodestra già da parecchio tempo, ora però si è passati alla fase di realizzazione e, a quanto pare, anche in tempi brevi. E sì, perché secondo Alemanno dopo la sconfitta elettorale «è mancato un momento di confronto programmatico nella Cdl, o per lo meno tra quelle parti che vogliono costituire la Federazione. Onorevole ha già parlato con qualcuno di questa idea? «Oggi ne parlerò con Gianfranco Fini, ma so che anche lui è sulla linea di realizzare questo incontro, anche perché, se vogliamo lanciare la Federazione, questa non può essere solo la sommatoria dei partiti già esistenti, con o senza Udc. Deve essere anche un luogo di aggregazione di nuove forze sociali, politiche, con le forze minori. Ecco perché è necessario avere un piano su cui lavorare». Prevede anche la partecipazione dell'Udc? «Sì, magari anche solo come osservatori se loro non volessero partecipare in modo "attivo" all'evento, avendo deciso di rimanere fuori dalla Federazione. Penso sia importante per tutti fare un incontro del genere: del resto, non possiamo non ricordare che il programma del 2001 è oramai superato. Forse nella sfida del 2006 abbiamo pareggiato e non vinto proprio perché non abbiamo lanciato un nuovo progetto. Noi siamo il polo del cambiamento, delle riforme, dobbiamo farci carico di guidare l'Italia e non solo accontentarci di essere solo un po' meglio del centrosinistra». Quindi immagina una convention basata su delle riforme? «Sì. Il nostro nuovo progetto deve essere incentrato su come costruire l'agenda delle riforme. Se ne parla tanto in questo momento. Tema al centro del dibattito politico attuale. Anche Forza Italia sta lavorando in questa direzione». C'è stato un confronto Fini-Berlusconi su questo? «Se ne sta parlando da tanto, da troppo tempo. Ora bisogna passare ai fatti. La manifestazione del 2 dicembre ha dimostrato che esiste un sentimento popolare, una grande capacità di mobilitazione. Ora noi dobbiamo avere la capacità di rispondere dando una bandiera, un progetto da ricollegare alla manifestazione di dicembre». In questi giorni lavorerete anche sulla legge elettorale. Vale ancora per voi la proposta di una Convenzione, avanzata dal ministro Amato? «Direi che ci ha pensato Prodi e il centrosinistra a far decadere la proposta della Convenzione. Amato dovrebbe riflettere sul fatto che la sua proposta è stata accolta maggiormente dal centrodestra che dall'Unione. E questo perché il governo è talmente ingessato su stesso da non riuscire a concepire nessuna possibilità di dialogo con l'opposizione».

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