D'altra parte quando parto per la montagna prendo quello che trovo nell'armadio e lo metto in valigia. Ho capito però che in tutto questo c'è qualcosa che proprio non va. Proprio ieri mattina, mio figlio che era dietro di me in coda per la seggiovia, ha sentito una signora che diceva a un'amica "Prodi veste proprio come un comunista!". Non riuscivo a capire le ragioni per le quali, un piumino chiaro, fosse il simbolo di comunismo», è questo il testo della lettera sottoscritta dal Presidente del Consiglio Romano Prodi e indirizzata a La Stampa. Il Premier ha spiegato che «la sequenza delle foto» pubblicate dal quotidiano «forse mi offre la spiegazione di questa strana affermazione. In ogni modo, ho potuto constatare che, in dieci anni, la tecnologia delle giacche a vento a difesa dal freddo è molto migliorata: prima di tornare a sciare rinnoverò quindi il mio guardaroba e lo renderò più riformista. A proposito di riformismo - aggiunge Prodi - condivido in pieno quanto scriveva ieri nel suo articolo di fondo il professor Franco Bruni. A questo aggiungo solo che nessun riformismo può essere portato avanti senza un grande sforzo di condivisione da coloro che alle riforme stesse sono interessati e assicuro al professor Bruni - conclude il premier - che il mio riformismo durerà ancora più a lungo della mia giacca a vento».
Il Premier
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