Politica

Gli auspici per il nuovo anno

La pace in Palestina desiderio bipartisan dei politici

Trenta esponenti politici di tutti i partiti esprimono al quotidiano online Affaritaliani.it i loro auspici per il 2007. Ecco i desideri di alcuni degli intervistati. Mario Borghezio (eurodeputato della Lega): «Italia (anzi Padania) cristiana, mai musulmana». Daniele Capezzone (Radicali): «Meno tasse, più semplificazione e ricambio generazionale». Paolo Cento (sottosegretario all'Economia e coordinatore dei Verdi): «A livello mondiale che ci sia la fine delle guerre dimenticate. Per il nostro Paese che si arrivi finalmente a una tutela seria dei lavoratori precari». Vannino Chiti (ministro per le Riforme, Ds): «Dal momento che la spallata sognata dal centrodestra non c'è stata e non ci sarà, mi auguro che il 2007 sia speso utilmente per le riforme che sono necessarie all'Italia: istituzionali, della sessione di bilancio e sulle grandi scelte che riguardano lo sviluppo di questo Paese». Fabrizio Cicchitto (vice coordinatore di Forza Italia): «Che cada il governo Prodi». Mauro Cutrufo (vice segretario della Democrazia cristiana per le autonomie): «Spero in un pentimento da parte di Prodi e nella riforma della Finanziaria». Così proseguono gli auguri dei politici per l'anno in arrivo: Cesare Damiano (ministro del Lavoro, Ds) si augura che «ci sia sviluppo in Italia e quindi lavoro di qualità». Massimo Donadi (capogruppo dell'Idv alla Camera): «Dal punto di vista internazionale spero che si possa trovare uno spunto di pace per la situazione in Medio Oriente. Sul fronte interno mi auguro che questa maggioranza trovi un equilibrio più forte per realizzare le riforme strutturali». Paolo Ferrero (ministro della Solidarietà sociale, Prc): «Che sia l'anno in cui venga affrontata la grave emergenza sociale italiana». Gregorio Fontana (Forza Italia): «Che si possa ritrovare un dialogo tra le due coalizioni nell'interesse dell'Italia». Maurizio Gasparri (An): «Che scompaia dalla circolazione Prodi, una vera e propria iattura. Spero che venga restituito alla vita privata e la smetta così dopo decenni di occupare poltrone della vita pubblica». Carlo Giovanardi (Udc): «Che sia meglio del 2006». Ugo Intini (viceministro degli Esteri): «La Palestina è la madre di tutte le crisi e spero che si avvii a una soluzione». Ignazio La Russa (capogruppo di An alla Camera): «Che il Paese ufficiale corrisponda al Paese reale e che quindi al governo ci sia chi se lo merita». Nicola Latorre (Ds, vice capogruppo dell'Ulivo al Senato e braccio destro di D'Alema) auspica che nel 2007 «la tensione in Medio Oriente si allenti e che il processo di pace tra israeliani e palestinesi faccia passi in avanti». Clemente Mastella (ministro della Giustizia e leader dell'Udeur): «Vedremo... è presto per dirlo. Ci sentiamo l'anno prossimo». Gennaro Migliore (capogruppo del Prc alla Camera): «Che si risolva il problema della precarietà». Franco Monaco (ulivista della Margherita): «Che gli italiani riacquistino fiducia in se stessi e nelle istituzioni. Sul piano internazionale, che si rimetta in moto il processo di pace in Medio Oriente». Alessandra Mussolini (segretario di Azione sociale): «Che si torni a votare e caschi il governo». Ettore Peretti (responsabile economico dell'Udc): «Sul piano internazionale spero che si avvii una fase di distensione in Medio Oriente. Sul fronte interno mi auguro che si discuta più dei problemi dei cittadini e meno delle lotte di potere». Marco Rizzo (capo delegazione del Pdci al Parlamento europeo): «Pace e lavoro». Giovanni Russo Spena (capogruppo del Prc al Senato): «Spero che l'anno nuovo possa portare una seria di miglioramenti forti nella politica economica, a favore delle classi disagiate». Cesare Salvi (presidente della commissione Giustizia del Senato, sinistra Ds) spera nella «pace in Palestina». Antonello Soro (coordinatore della Margherita) esprime due auspici: «Quello più banale è che Prodi vinca la sfida di governo e nasca il partito democratico. Quello più ragionato è che l'Italia si rimetta in marcia e con molto rea

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