Politica

Il caso

Il premier al Tg1 rilancia le riforme La Vigilanza: serve contraddittorio

Il capo del governo ha spiegato che, per quanto attiene alle riforme, si partirà dalle liberalizzazioni «per rilanciare l'economia». Era questo uno dei punti che era stato maggiormente richiesto dalla Margherita nelle scorse settimane, al punto che il vicepremier Rutelli aveva presentato in Consiglio dei ministri addirittura una proposta per procedere a una maggiora apertura del mercato. Tornando al premier, Prodi ha anche spiegato che succesivamente saranno cercate «le risorse necessarie a varare la riforma delle pensioni». E ha quindi individuato nella prossima primavera il tempo utile per procedere all'intervento sulla previdenza. Il Professore ha anche parlato di un impegno per «ridare entusiasmo ai giovani», ma non si è dilungato sul tipo di intervento. Anche se un segnale il governo lo ha mandato già ieri dando il via libera all'agenzia per la gioventù come era stato richiesto dalla ministra Melandri. Un ampia parte dell'intervista a Prodi invece riguarda la politica estera. Il premier si è detto preoccupato per le situazione «in Afghanistan e in Libano». Ma ha tenuto a precisare che a Beirut «prima dell'arrivo dei nostri soldati morivano tante persone, dopo più nessuno». L'intervista al presidente del Consiglio, nell'edizione serale del telegiornale di Riotta, è andato in onda come un assolo. In apertura del tg e senza nessuna voce contraria. Un episodio che non è piaciuto all'opposizione, tanto da far intervenire il presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, Mario Landolfi (An): «Da tempo Prodi aveva manifestato l'intenzione di parlare al riparo dal contraddittorio e dal confronto - ha spiegato Landolfi -. Il fatto che la Rai e segnatamente il Tg1 abbiano assecondato questa assurda pretesa facendogli da megafono rappresenta un pericoloso svilimento del servizio pubblico. In più in presenza di uno sciopero della carta stampata e delle agenzie di stampa impedisce di fatto di stigmatizzare questa vicenda come meriterebbe». Nell'ultimo periodo, infatti, Prodi ha sempre scelto di farsi intervistare da Sky Tg24, il canale di all news della tv di Murdoch. Stavolta invece è apparso anche sulla principale rete della tv pubblica, nel telegiornale che ha come direttore prorpio Riotta, considerato molto vicino al presidente del Consiglio. Al di là di quel che dica il premier, il fronte Rai resta caldo. Forse incandescente.

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