Politica

Il caso

La Camera decide sullo scontro con il magistrato anticrocifisso

Di più, «un estremista». E lui, il giudice Mario Montanaro, reso famoso dalla sentenza con cui ordinava la rimozione dei crocifissi dalle aule scolastiche, non s'è lasciato intimorire: ha querelato Gianfranco Fini obbligandolo a chiedere l'intervento della Giunta per le autorizzazioni della Camera. Il leader di An, in una lettera inviata al presidente Carlo Giovanardi, ritiene di aver espresso quelle opinioni nell'esercizio delle proprie funzioni. E che pertanto siano protette dalla garanzia dell'insindacabilità. Un passo indietro. 25 ottobre 2003. Il Tribunale dell'Aquila accoglie il ricorso presentato da Adel Smith, presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, e ordina la rimozione del crocifisso esposto nelle aule della Scuola Antonio Silveri di Ofena, frequentata dai figli dello stesso Smith. Estensore della sentenza è il giudice Mario Montanaro. Diventa un caso nazionale. Fini, all'epoca vicepremier, ne parla in un question time. «È una palese assurdità togliere il crocifisso dalle aule. Non è solo il simbolo della religione cristiana ma ha una valenza di carattere universale indipendente dalla specifica confessione. Desta quindi sconcerto l'inquietante conclusione cui è giunto il giudice dell'Aquila». Sa. Da.

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