Tutte queste involuzioni, evoluzioni e circonvoluzioni. Un giorno dice una cosa e l'altro giorno ne dice un'altra». Parole del capogruppo della Lega alla Camera Roberto Maroni a margine di un incontro di Forza Italia a Firenze in merito alle polemiche suscitate negli ultimi giorni da Casini. «Noi - ha concluso - non abbiamo nessuna voglia di seguire o inseguire chi si è messo fuori. Noi guardiamo a quello che sta succedendo con chi ci sta, non con chi si mette contro. E chi ci sta sono Forza Italia ed Alleanza Nazionale». Su «Casini» esterna anche l'ex segretario dei centristi, Marco Follini che dice: «Io non ho la sindrome dell'ex, ma segnalo che oggi Casini critica Berlusconi e qualche mese fa lo ha incoronato capo, annuncia che non parteciperà più ai vertici della Cdl ma si attarda nei confini del centrodestra. Chi ci capisce qualcosa è bravo. Io, francamente, non ho ancora capito bene». E il segretario della Democrazia Cristiana, Gianfranco Rotondi, sulla proposta di Follini di creare un nuovo centro-sinistra: «In Italia il centro riformatore una volta votava per la Dc, oggi per Berlusconi. L'ho scritto una volta sull'Unità, lo ripeto oggi a Follini: quando la sinistra vuole fare davvero il centrosinistra deve fare tappa ad Arcore, sennò fa un'altra cosa, ieri con Mastella, domani con Casini, ma sempre con un taglio residuale e perdente».
Maroni
S'è messo fuori e la Lega non lo segue