Non c'è argomento su cui i due partiti riescano a dialogare. Così non stupisce che, anche sul delicato tema del riconoscimento delle coppie di fatto, i due partiti corrano su binari paralleli. E se il Cavaliere è convinto che il governo potrebbe avere più di una difficoltà su Pacs e pensioni, l'ex presidente della Camera non ha dubbi. «Alla fine il governo non sarà spaccato - dice a margine del vertice del Ppe a Meise - perché non ci sarà nessuna legge sui Pacs votata in Parlamento. Oppure si porterà un ddl per salvare la faccia, ma si eviterà accuratamente la discussione. Per fortuna ci sono forze della maggioranza responsabili, mi sembra che Rutelli e gran parte della Margherita non abbiano deciso di abdicare dalla difesa dei loro valori». Le divisioni aumentano in serata quando il leader azzurro conferma che FI lascerà «libertà di coscienza sui Pacs». Parole che non piacciono al segretario Udc Lorenzo Cesa. «A Berlusconi - attacca - che non si spiega in che cosa consista la "strada autonoma" scelta dall'Udc, rispondiamo che proprio la sua posizione sui Pacs è la prova più lampante della distanza che separa Udc e Forza Italia». «Prendiamo atto - osserva Cesa - che l'onorevole Berlusconi, in maniera del tutto legittima, è meno fermo nella difesa di questi valori. Analoghe posizioni sono state assunte da esponenti di An e Dc». Ma se la Cdl vive un'altra giornata di passione, non va meglio sul fronte opposto dove spicca la posizione netta di Piero Fassino sul tema delle adozioni per la coppie omosessuali. Il segretario Ds ribadisce la necessità di un testo che riconosca i diritti delle unioni di fatto, anche omosessuali, ma poi fissa un «paletto». «Non sono personalmente favorevole all'ipotesi di adozione da parte di coppie omosessuali - spiega - anche se è lecito pensare diversamente. Ho l'impressione che non sia una scelta che la società sia in grado di cogliere e non so se è una scelta utile per un bambino che venga adottato e cresca con due persone dello stesso sesso». In ogni caso, per il segretario diessino «si tratta di una materia delicata che è sbagliato affrontare come battaglia ideologica, di campo contro campo». E Fassino non parla a caso visto che, soprattutto nel «suo campo», i problemi non mancano. Così Francesco Rutelli, forse per confermare le certezze dell'amico Casini, ribadisce la sua posizione. «No a discriminazioni ma no anche alle confusioni - dice ospite di Porta a Porta -. Non ci saranno matrimoni di serie B». Parole che scatenano il deputato Ds Franco Grillini: «Non può pretendere di imporre una visione clericale all'azione di governo e al nascente Partito democratico». Ma non c'è solo il vicepremier. Anche Clemente Mastella, intervistato dal mensile Pocket, annuncia battaglia in vista di una possibile discussione parlamentare. «Sono contrario ai Pacs, non è un mistero - spiega -. Si continua a parlare di governo, ma anche qui la questione andrà risolta sul piano parlamentare. Lì vedremo quale sarà la posizione maggioritaria». E siamo solo all'inizio.
Il caso
Forza Italia e Udc si dividono anche sui Pacs