Politica

Manifestazione davanti al Senato

I precari della Scuola in piazza contro i tagli della Finanziaria

Con questo slogan si sono riuniti alcuni militanti dei Cobas (Comitati di base della scuola) per manifestare contro i tagli previsti dalla manovra. Alla protesta, indetta da Cobas, Confsal e Gilda, ha replicato il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni. «Oggi non può esserci nessuna rivendicazione sindacale che non metta al primo punto lo sforzo dei docenti all'interno della scuola contro la violenza e il bullismo». Il ministro ha aggiunto che «le rivendicazioni sono sempre degne di grande attenzione, soprattutto in un comparto come quello della scuola». «La finanziaria della scuola - ha aggiunto il ministro - ha dato tante risposte di certezze per il precariato, l'edilizia scolastica, la scuola aperta, l'obbligo di istruzione». La violenza e il bullismo, ha spiegato Fioroni, danno della scuola «un'immagine, pur essendo una parte infinitesimale, che rischia di far apparire la scuola nè seria nè autorevole». «Nel 2007 nessun giovane inizierà il calvario della speranza», ha detto Fioroni, a proposito del problema del precariato nella scuola e dell'emendamento in Finanziaria che prevede l'assunzione per 150 mila precari, aggiungendo che «è falso dire che siamo chiamati alla più grossa sanatoria dei parcheggiatori dei nostri figli». «I precari - ha sottolineato il ministro - sono professionisti con le carte in regola, che lavorano quotidianamente nelle scuole da 7, 8 o 10 anni. Porsi la domanda se hanno o meno la capacità di insegnare è un pò tardivo, si tratta ora di riconoscere dei diritti». Questo problema, ha aggiunto, è «stato risolto con la Finanziaria, con la chiusura delle graduatorie permanenti e la trasformazione in esaurimento di coloro che erano entrati all'interno dei meccanismi delle graduatorie, dando così stabilità a chi insegna da anni». Lo Snals-Confsal, intanto, ha espresso soddisfazione per la larga adesione dei lavoratori della conoscenza, dalla scuola all'università, allo sciopero generale proclamato ieri contro la Legge Finanziaria 2007. «Il governo Prodi dovrà prendere atto degli esiti della protesta - si legge in una nota diffusa dal sindacato - registrando il diffuso disagio dei lavoratori e il forte dissenso a una Finanziaria che non risolve le questioni prioritarie del rinnovo del contratto e del precariato e opera insostenibili tagli alla spesa per scuola, afam (alta formazione artistica e musicale), università e pubblica amministrazione scolastica». «Proclamando lo sciopero generale abbiamo interpretato il malcontento dei lavoratori della conoscenza, per una Finanziaria che penalizza fortemente il settore - ha dichiarato il segretario generale vicario Snals-Confsal, Marco Paolo Nigi -. Non ci fermeremo finchè non saranno conseguiti gli obiettivi prioritari della vertenza, in particolare un equo contratto di lavoro e la stabilità del personale». Alla protesta hanno partecipato tutti i sindacati autonomi del pubblico e del privato, che hanno giudicato «penalizzante per i lavoratori dipendenti e i pensionati, socialmente iniqua per i tagli di spesa dei servizi pubblici primari e insostenibile per il pesante aumento del prelievo fiscale complessivo». «Questa finanziaria che taglia 120 milioni di euro in tre anni alle scuole e complessivamente opera tagli per 3 miliardi e 200 milioni di euro per tre anni all'istruzione è una clamorosa smentita delle promesse elettorali dell'Unione», ha affermato il senatore di An Giuseppe Valditara a proposito della manifestazione. «Anche il piano di assunzione dei precari - ha aggiunto - non appare credibile nella sua concreta fattibilità. Persino l'innalzamento dell'obbligo scolastico è un clamoroso inganno perchè non ci sono soldi per finanziarlo. È dunque comprensibile che il mondo della scuola sia sceso in sciopero». «Diamo il nostro appoggio e la nostra solidarietà - conclude - a tutti quei sindacati che si sono schierati contro le dannose politiche scolastiche del governo Prodi».

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