Politica

Il caso

Rutelliani e Ulivisti, scontro sui congressi localiLe due componenti della Margherita sono ai ferri corti. Parisiani accusati di essere «guastatori»

La maggioranza di Francesco Rutelli e dei Popolari è sempre più ai ferri corti con la minoranza ulivista di Arturo Parisi. Dopo il caso delle tessere, ad accendere la polemica negli ultimi giorni sarebbero delle irregolarità nei congressi locali (in Lombardia e in Campania) denunciate dagli ulivisti. Sul banco degli imputati è finito, addirittura, il gran capo della Margherita campana, Ciriaco De Mita, accusato da Roberto Manzione di leggerezza nelle modalità di voto nei congressi. Una leggerezza che secondo gli ulivisti sottende a dar vita a platee congressuali in cui i numeri sarebbero tutti a favore della maggioranza. Martedì sera si è svolta una riunione della commissione di garanzia dedicata tutta a queste questioni, che sono state poi riaffrontate ieri nell'ufficio di presidenza senza che, però, si arrivasse ad un accordo. Da una parte restano gli ulivisti che chiedono regole certe e trasparenti per i congressi e la maggioranza che li accusa di essere soltanto dei «guastatori». Il timore, da parte della maggioranza Dl, è che questo clima di tensione possa arrivare fino al congresso nazionale che dovrebbe tenersi tra la fine di aprile-maggio ed è per questo che si sta pensando su come stringere i tempi ed evitare questo «stillicidio». Francesco Rutelli si è fermato soltanto per poco alla riunione perchè in partenza per Milano. A quanto viene riferito il leader della Margherita nel suo breve intervento avrebbe ribadito la sua volontà di celebrare i congressi con regole trasparenti e chiare e ha distinto i due casi di presunte irregolarità denunciate, ovvero nel congresso lombardo e in quello campano. «La maggioranza ed in particolare De Mita risponde alle nostre osservazioni e richieste con gli insulti -osserva l'ulivista Willer Bordon- ma noi abbiamo posto una questione seria che riguarda la legalità del partito e la possibilità di un confronto paritario tra la mozione Rutelli e la mozione Parisi». Richieste che la maggioranza bolla come «pretesti per nascondere il fatto che gli ulivisti non riescono a raccogliere delegati. Del resto -fa osservare un esponente rutelliano- le file degli ulivisti si stanno riducendo ancora di più. Già Enzo Bianco, Enrico Gasbarra ed altri non hanno firmato la mozione Parisi. Ora ci sono altre defezioni, ad esempio in Puglia dove l'ulivista Procacci non è riuscito a far firmare ai suoi la mozione Parisi».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.