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Infatti, su uno stanziamento di oltre 3 miliardi di euro (3.139.827.779) per il 2007, il governo ne accantonerà 433.127.964. Di questi oltre 80 milioni verranno dai tagli che colpiranno le Forze Armate. Nello specifico l'Esercito dovrà rinunciare a 23.410.223 di euro, la Marina a quasi 15 milioni, l'Aeronautica a 21.407.555 e l'Arma a 24.999.135. Partiamo dall'Esercito che, proprio in questi giorni, è stato più volte evocato come una delle soluzioni possibili (per alcuni l'unica) per fronteggiare l'esplosione di violenza a Napoli. Lo stanziamento complessivo previsto inizialmente dal governo era di 169.705.205. I tagli maggiori interessano soprattutto tre aspetti: le spese generali di funzionamento (6.461.397), i mezzi operativi e strumentali (10.773.720), la formazione e l'addestramento (4.093.612). Non va meglio alla Marina che dovrà rinunciare a 5.515.373 per il funzionamento, 6.837.721 per i mezzi e 2 milioni di euro per l'addestramento. Ben più sostanzioso il taglio previsto per i mezzi operativi e strumentali dell'Aeronautica (11.925.828). Mentre l'Arma dovrà rivedere le proprie spese di funzionamento facendo i conti con un taglio di quasi 16 milioni di euro. Tra le altre voci tagliate nel bilancio del ministero spiccano poi alcune curiosità. Al «Rifornimento idrico delle isole minori», ad esempio, per cui erano stati stanziati 162.845 euro, verranno tolti 22.464 euro. Altri 312.403 euro, invece, verranno tagliati alle «Spese generali di funzionamento di onoranze ai caduti di guerra». Più del 50% dei fondi accantonati per il ministero della Difesa, però, arriverà dal Segretariato Generale che dovrà «rinunciare» a 277 milioni di euro sui 2 miliardi inizialmente stanziati.

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