Ieri mattina, con una lettera indirizzata al Ministero e l'altra alla Federcalcio, l'ex pm di Mani Pulite ha revocato le proprie dimissioni. «I colloqui di martedì scorso - afferma Borrelli nella lettera - sono stati pienamente soddisfacenti. Sono lusingato e riconoscente per gli attestati di fiducia che il ministro Melandri e il nuovo commissario straordinario Pancalli hanno espresso nei miei confronti. Ma quel che più conta, sono stato rassicurato circa la concorde volontà di incidere in senso profondamente innovativo, per prevenire le patologie e le deviazioni, nelle strutture e nelle normative federali, non senza il conferimento di un più adeguato rilievo, in tale disegno, alle funzioni inquirenti e requirenti dei competenti organi di giustizia sportiva che, nell'assetto esistente, corrono talvolta rischi di severa frustrazione». Parole pesanti, significative di chi, impossibilitato dalla fuga di notizie dalla Procura di Napoli, non è riuscito a fornire altri elementi di prova per dimostrare lo scandalo di Calciopoli. Borrelli vuole cambiare il Sistema. E in fretta. Senza trovare ostacoli sulla propria strada. Ha preso tempo prima di trovare le certezze necessarie per poter sposare nuovamente un progetto. Ma il capo dell'Ufficio Indagini dovrà anche confrontarsi con le istituzioni sportive e calcistiche, ovvero con il presidente del Coni e il massimo esponente della Lega Calcio. E se il buon giorno si vede dal mattino, lo scambio di battute di martedì scorso avvenute con il presidente della Lega Matarrese non lascia sperare nulla di buono. Da una parte le regole ferree di Borrelli che vuole rifondare l'intero sistema. Dall'altra il buonsenso di Antonio Matarrese che per decenni è riuscito a gestire in modo ottimale il pianeta calcio. In mezzo, come al solito, ci saranno gli sportivi che, in attesa di un campionato credibile, cercheranno di non disamorarsi troppo. Borrelli si dovrà mettere subito al lavoro, considerando lo scandalo Telecom. Lo stesso magistrato, commentando le intercettazioni e l'azione di controllo - al momento soltanto ipotizzata - sull'ex arbitro De Santis, si era espresso in termini chiari. «Se dovessero essere confermate tali notizie sarebbe necessario aprire un nuovo filone di inchiesta su Calciopoli». A questo punto sarà necessario attendere gli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Milano a cui è stata assegnata tutta la vicenda Telecom. A livello sportivo l'Inter non rischia nulla: nella peggiore delle ipotesi si arriverebbe a un'ammenda. A rischiare, qualora venissero confermate le accuse mosse dalle persone interrogate, sarebbero i stessi dirigenti: loro andrebbero incontro a un'inibizione. Borrelli è tornato al suo posto, e nelle prossime ore faranno altrettanto i suoi vice, D'Andrea e Falcicchia, che revocheranno le dimissioni. Il lavoro non manca, sarà un autunno caldo.
di SIMONE PIERETTI UN PASSO indietro, o forse no.
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