Ieri, all'uscita dal parlamento dopo aver votato il decreto sulla missione in Libano il leader di Forza Italia si è fermato a parlare con i giornalisti e ha spiegato che «taglierà» il «traguardo» in famiglia. «Festeggerò il compleanno a casa mia, a Milano, in famiglia — ha spiegato — con mia madre, mia moglie e i miei figli». «Niente Marrakech...», ha quindi aggiunto, sorridendo, riferendosi alla sorpresa fatta qualche tempo fa per il compleanno della moglie. Sui regali che si attende dai familiari l'ex premier non si è sbottonato e ha risposto ai cronisti con una battuta: «I regali in famiglia li faccio io...». Continuando nella sua passeggiata non è mancato il riferimento alla politica. Il Cavaliere ha sottolineato di aver fatto tutto quello che si doveva fare, «con senso di responsabilità, come dimostrano i miei cinque anni di governo e il voto di oggi sul Libano». «Fra qualche giorno — ha proseguito — compirò 70 anni ma mi sento come se ne avessi 35». Poi è tornato a parlare del suo «controverso» rapporto con l'impegno politico». «Non mi è mai piaciuta la politica — ha concluso — ma continuo ad andare aventi per senso di responsabilità, anche nei confronti di quella metà del Paese che mi ha votato». Di sicuro lo stato d'animo di Berlusconi nei confronti della politica in questi ultimi mesi ha ancor più assunto toni negativi. Principalmente per la sconfitta alle elezioni — che il Cavaliere continua a ritenere un «furto» — ma anche per il deteriorarsi dei legami con alcuni alleati della coalizione. Primo fra tutti Pierferdinando Casini che non perde occasione per criticarlo. Il rapporto con il leader dell'Udc — fanno notare alcuni esponenti di Forza Italia — si è ormai deteriorato a livello personale, non solo politico. L'atteggiamento di casini è sentito come un «tradimento» dal Cavaliere. E questo non ha fatto che aumentare la sua diffidenza per il mondo dei politici.
Il Cavaliere
«Non lascio la politica, ho una responsabilità verso chi mi ha votato»
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