D'altro canto, è quella la sua specialità. Si sbagliavano i colonnelli di An, perché si ritrovano a moderarli una jena. Bianca Berlinguer, la conduttrice del Tg3, non s'è fatta intimidire dalla sua prima volta (come moderatrice) a un convegno di An. E, come aveva fatto anche alla festa dell'Unità con Piero Fassino, la Berlinguer fa solo domande per mettere in difficoltà l'interlocutore, pone interrogativi al veleno, sputa quesiti insinusi: insomma fa la giornalista. Ha un solo difetto (grave) che il pubblico le scopre subito: parla di cose di cui non sa, discetta del documento di Fini di cui - evidentemente - le è sfuggito il senso. Confessa a metà del dibattito: «Ma ho letto il Secolo, l'ho letto più del solito». Contesta subito il titolo del convegno «Sogno o son destro?» (notando che messa così potrebbe sembrare che allora se si è svegli si è di sinistra) e poi con viso angelico e voce soave si rivolge ad Alemanno: «Ma la Cdl esiste ancora»?». E l'ex ministro prova a spiegare che nonostante le divisioni c'è: «Ci ritroviamo tutti nell'opposizione». E la Berlinguer: «Ma con chi?». Alemanno: «Con la gente». La conduttrice del Tg3 insiste: «Vabbè, ma non s'è capito con quale strategia?». L'ex ministro si spazientisce: «Forse non ha capito lei». Applausi. Si cambia argomento. La Berlinguer chiede se è il caso di far partire dei girotondi di destra. «Lo chiedo a lei Matteoli che è moderato». E Matteoli: «Chi io?». E lei: «Be' sicuramente più di Storace, fate opposizione di piazza?». Matteoli perde la pazienza: «La nostra storia è di piazza. Non ci servono i girotondi, tutta la vita siamo stati tra la gente». Ma è con Storace che si vedono le scintille. L'ex governatore attacca i giornali «e anche il Tg3» per come hanno tattato la vicenda del Laziogate: «Lo dica al suo direttore». Più avanti la Berlinguer lo interrompe: «La invito a rispettare i tempi». E Storace: «Ma non posso parlare manco qua? E allora mi rivolgo almeno al Secolo». Tocca a Gasparri, altra domanda al veleno: «State troppo ad aspettare, la destra è troppo nei salotti». L'ex ministro prova ad argomentare. La Berlinguer irrompe: «Non sta rispondendo alla mia domanda». «Non è vero, noi siamo uniti», la replica. Altra interruzione: «Ma lei va troppo nei salotti». L'ex ministro sbotta: «Sto in mezzo alla strada da quarant'anni. Magari se qualcuno mi invita nel suo salotto mi riposo un po'». «Ma è vero che pensate solo a piacere ai grandi giornali?», è il quesito per Alemanno. A La Russa invece tocca quello se «c'è stato un calo di passione politica e di etica nella destra». Oppure quello sul Ppe: «Se Ad aderisce al Ppe, lei che c'entra con Buttiglione?». Ronchi se la deve vedere con la domanda sul partito unico: «Ma con chi lo fate? Solo con Forza Italia». Ad Alemanno altro interrogativo imbarazzante: «Nel documento di Fini c'è poca destra sociale, è lei che ha convinto Fini o è Fini che l'ha convertita?». E l'ex ministro balbetta: «Diciamo un po' e un po'». Tocca a Storace: «Se andate nel Ppe sparisce la Fiamma?». Nuovo battibecco. poi il dibattito volge al termine, la Berlinguer confessa andando via: «Me l'hanno chiesto di moderare e io l'ho fatto volentieri. Mi sembrano unti, ma non su tutto». F. D. O.
Il caso
Bianca, faccia d'angelo, processa i colonnelli della destra